Gente d'Italia

Una sfida web dietro lo scontro tra un suv e una Smart. Positivo ai cannabinoidi lo youtuber che guidava la Lamborghini

ROMA – È morto per una sfida social, il bimbo di cinque anni che ieri è rimasto coinvolto in un incidente stradale a Roma, poco prima delle 15 in via Archelao, tra Casal Palocco e Acilia. Manuel, questo il nome del piccolo, viaggiava con la mamma e la sorellina di 3 anni, ricoverate in gravi condizioni, a bordo di una Smart Four Four, quando è stato travolto ad un incrocio da una Urus Lamborghini.

A bordo del Suv erano presenti i TheBorderline, youtuber da 600mila follower, che avevano noleggiato la macchina da un paio di giorni e stavano girando un video per una challenge. Matteo Di Pietro, alla guida dell’auto al momento dell’impatto, è risultato positivo ai cannabinoidi. E’ quanto emerso dai test effettuati sul ventenne. Di Pietro è iscritto nel registro degli indagati per i reati di omicidio stradale e lesioni.

Le dinamiche dell’incidente, al momento sono al vaglio della polizia. A quanto pare, alcuni frammenti di video della sfida, poi rimossi, erano stati pubblicati sui social dai ragazzi.

GUALTIERI: INACCETTABILE SE VITE PERSE PER UN VIDEO

“Una cosa davvero sconvolgente, che deve far riflettere tutti. Sarebbe davvero incredibile e inaccettabile se si fossero perse delle vite per realizzare dei video”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, a margine della presentazione dell’Estate romana 2023 al teatro India di Roma, a proposito dell’incidente avvenuto ieri a Casal Palocco. “Un evento tragico- ha aggiunto- davvero spezza il cuore pensare alle vittime. Da quello che si sta accertando, naturalmente c’è un’inchiesta e quindi la Magistratura rileverà, pare evidente che occorre un senso di responsabilità diffuso sulla sicurezza stradale e sarebbe davvero incredibile e inaccettabile se si fossero perse delle vite per realizzare dei video. Una cosa davvero sconvolgente che deve far riflettere tutti e il nostro auspicio è che si faccia luce e giustizia rapidamente e severamente”, ha concluso.

A parlare del terribile incidente è stata anche Selvaggia Lucarelli, che nelle storie di Instagram, ha pubblicato alcuni video dei ragazzi.

PIANTEDOSI: SERVE AZIONE CULTURALE

“È un tema molto grave, un tema di carattere repressivo che si incrocia con quelli della prevenzione. Ci stiamo lavorando anche con il ministro Salvini e riteniamo, al pari di altri problemi, che all’azione di prevenzione e repressione vada affiancata una consistente azione di carattere culturale e divulgativa sui rischi che si corrono con certi comportamenti”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervistato a Sky Tg24, in merito all’incidente di Casal Palocco, a Roma, tra un Suv e una Smart in cui ha perso la vita un bimbo di 5 anni.

GLI UTENTI CONTRO I THEBORDERLINE

Dopo il tragico incidente, immediata è stata la reazione degli utenti che sul profilo social degli youtubers hanno riversato tutta la loro indiganzione: “Ho un figlio di cinque anni e mi sento morire alla sola idea di perderlo in questo modo. Dovete pagare. Per produrre dei video di merda per decerebrati. Fossi nel padre del bambino la mia ragione di vita diventerebbe solo una”, scrive una mamma. E ancora: “Una decina di anni a Rebibbia : in una cella piccolissima, la sfida finale”, “Abbiate la decenza di chiudere questo canale per rispetto nei confronti della famiglia che avete distrutto”.

DENUNCIA DELLA CODACONS

Il Codacons interviene con una denuncia per concorso in omicidio stradale nei confronti del gruppo ‘The Borderline’ dopo il gravissimo incidente che ha portato alla morte di un bambino di 5 anni e al ferimento di altre due persone, la sorella e la madre del bimbo. Da tempo l’Associazione - scrive nel suo comunicato Codacons - denuncia i rischi insiti, specie per i giovanissimi, nel web di oggi: uno strumento di conoscenza utilissimo ma capace di incoraggiare dinamiche devianti e diffondere modelli e stili di vita profondamente diseducativi. Oggi ritorna sul tema, chiedendo di irrobustire i controlli sulle comunità online che diffondono reati e comportamenti pericolosi, e depositando una denuncia per concorso in omicidio stradale nei confronti del gruppo coinvolto.

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