Gente d'Italia

Giornata del Rifugiato, l’Onu: nel 2023 raggiunta la cifra record di 110 milioni

ROMA – Le persone nel mondo costrette a fuggire da guerre e persecuzioni hanno raggiunto fino al maggio scorso la cifra record di 110 milioni: lo rivela l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato che si celebra il 20 giugno.

Il dato è contenuto nel rapporto Global Trends in Forced Displacement 2022 che, come informa una nota, presenta le principali tendenze statistiche e gli ultimi dati sulle migrazioni forzate nel mondo e presenta la campagna Hope away from home – Un mondo dove tutti i rifugiati siano inclusi. Ben 16 città italiane hannoa derito alla campagna illuminando di blu propri monumenti, tra cui Roma, Napoli e Torino

PESANO LE GUERRE IN UCRAINA E IN SUDAN

Secondo l’Agenzia Onu, la guerra in corso in Ucraina, insieme ai conflitti in altre parti del mondo e agli sconvolgimenti provocati dal clima, hanno costretto un numero record di persone a fuggire dalle proprie case nel 2022, acuendo l’urgenza per un’azione immediata e collettiva per alleviare le cause e l’impatto dello sfollamento. Nel Global Trends, l’Unhcr ha riscontrato che a fine 2022 il numero di persone costrette alla fuga a causa di guerre, persecuzioni, violenza e violazioni dei diritti umani è salito al livello record di 108,4 milioni, con un aumento senza precedenti di 19,1 milioni rispetto al 2021.

Nell’anno in corso, il trend in crescita del numero di persone costrette alla fuga a livello globale non mostra segni di rallentamento anche a causa dello scoppio del conflitto in Sudan che ha causato nuovi esodi, spingendo il numero totale delle persone in fuga a un valore stimato di 110 milioni fino al maggio scorso. Di questi, il 41% sono bambini. L’alto commissario per i rifugiati Filippo Grandi ha commentato: “Questi numeri ci dimostrano che ci sono persone fin troppo pronte a ricorrere alla guerra, e decisamente troppo lente a trovare soluzioni. La conseguenza è la devastazione, lo sfollamento e l’angoscia per milioni di persone sradicate con la forza dalle loro case”.

SFOLLATI ANCHE DALL’AFGHANISTAN

Secondo il Global Trends, la guerra in Ucraina è stata il motore principale degli esodi forzati nel 2022. Il numero di rifugiati dall’Ucraina è salito da 27.300 alla fine del 2021 a 5,7 milioni alla fine del 2022, costituendo così il più rapido esodo di rifugiati al mondo dalla Seconda guerra mondiale. Il numero di rifugiati dall’Afghanistan è cresciuto nettamente alla fine del 2022 a causa della revisione delle stime dei cittadini afghani ospitati in Iran, molti dei quali erano arrivati negli anni precedenti. Del totale globale, 35,3 milioni sono rifugiati, persone che hanno attraversato un confine internazionale in cerca di sicurezza, mentre il gruppo più numeroso (il 58%, vale a dire 62,5 milioni di persone) è quello degli sfollati all’interno dei loro paesi a causa del conflitto e della violenza.

I PAESI A BASSO REDDITO OSPITANO UN QUINTO DEI RIFUGIATI

I numeri confermano altresì che, sia in base a misure economiche che in rapporto alla popolazione, sono sempre i paesi a medio e basso reddito ad ospitare la maggior parte delle persone in fuga. I 46 paesi meno sviluppati rappresentano meno dell’1,3% del prodotto interno lordo globale, eppure ospitano più del 20% di tutti i rifugiati.

In generale, la classifica globale vede al primo posto la Turchia, con 3,6 milioni. A seguire, l’Iran con 3,4 milioni, la Colombia con 2,5 milioni, la Germania con 2,1 milioni e il Pakistan con 1,7 milioni.

L’Unhcr segnala che nel 2022, i fondi disponibili per far fronte alle molte crisi di rifugiati in corso e per sostenere le comunità che li ospitano, sono stati di molto inferiori alle necessità e rimane ancora insufficiente nel 2023, nonostante i bisogni umanitari crescenti.

L’ITALIA ACCOGLIE 355MILA PROFUGHI, IL 41% DALL’UCRAINA

In Italia le persone che sono state costrette ad abbandonare il proprio paese a causa di guerre e persecuzioni sono 354.414, di queste il 41% proviene dall’Ucraina. L’Unhcr fa sapere di essere impegnata in Italia per favorire e facilitare l’inclusione sociale, culturale ed economica delle persone rifugiate con una serie di azioni che coinvolgono le amministrazioni, il settore privato, il terzo settore, le comunità locali ed i rifugiati stessi.

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