Gente d'Italia

Un calvario con ‘nomi e cognomi’

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Caro Direttore, ti prego di pubblicare  queste mie righe ……Ci sono etá ed etá! Ai miei 69 anni, restare senza il mio lavoro piú bello, quello di giornalista, non é stato facile. Ricordo che, quando il Direttore Domenico Porpiglia mi chiamó nel 2004, ero in piena attivitá con la RAI. Facevo un po’ di tutto, radio, TV, produzioni, servizi speciali ecc. Mi chiese se potevo avere un po’ di tempo per questo nuova iniziativa che nasceva in un paese piccolo piccolo, ma con un’energia grande grande.

GENTE D’ITALIA, fu da subito la mia famiglia e fu proprio Porpiglia che mi fece sentire cosí. Erano altri impiegati, altri volti, ma il lavoro era tanto e ho cercato sempre di rispondere alle aspettative della Direzione, anche se il mio lavoro in RAI, occupava il 90% della mia giornata. In pochi anni, GENTE D’ITALIA si trasformó nel principale mezzo stampa italiano in Uruguay e in America Latina, essendo, ancora oggi, l’unico quotidiano in lingua italiana nel mondo. Attraverso questo giornale, ho avuto tante soddisfazioni, di ogni genere, avendo potuto intervistare Presidenti, Ministri, imprenditori e tantissimi connazionali che hanno un grande affetto per noi e il nostro paese. Oltre 15 anni di lavoro senza interruzioni, sempre con la guida del Direttore che ci ha sempre stimolati. Una bellissima tappa è iniziata con l’arrivo di Matteo Forciniti, un giovane calabrese, rimasto in Uruguay per amore, che puó essere mio figlio e che è sempre stato al nostro fianco con la massima dedicazione, avendo realizzato anche importanti “scoop” come il deplorevole video girato nell’ultima campagna elettorale dal Senador de la República Oriental del Uruguay Aldo Lamorte, che ha fatto scattare anche la giustizia italiana e uruguaiana.

Da oltre un anno, il nostro calvario ha “nomi e cognomi”: da una parte un fantasmagorico COMITES che non ha mai funzionato dalla sua costituzione. Con 1600 voti sui 99.000 aventi diritto in Uruguay, la lista del Senatore uruguaiano, ha strappato una maggioranza “dittatoriale” e, per la prima volta nella storia dei Comitati italiani all’estero, ha dato, senza nessun argomento solido, un parere negativo per il contributo che, dal 2002, riceve GENTE D’ITALIA, regolarmente tutti gli anni per poter informarvi.

Dall’altra parte, un capo missione diplomatica che, per 2 anni consecutivi (e nel secondo anno ci é riuscito), siccome noi abbiamo criticato, come tanti nostri lettori, alcune decisioni del MAE sulla cancelleria consolare o sui tempi biblici per ottenere una cittadinanza o un rinnovo di passaporto, ha convinto una commissione del Ministero degli Esteri che noi “saremmo” dei divisionisti della comunitá!

Per la nostra famiglia GENTE D’ITALIA e anche per le nostre famiglie, restare senza lavoro, é stato un vero e proprio calvario. Sappiamo che, alla fine, ci daranno la ragione, ma il danno é stato fatto…..e dovranno pagarlo.

 

STEFANO CASINI

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