Gente d'Italia

Terzo mandato, 4 vittime illustri: Luca Zaia, Stefano Bonaccini, Vincenzo De Luca e Michele Emiliano

Stefano Bonaccini (da YouTube)

di BRUNO TUCCI

Terzo mandato, 4 vittime illustri: Luca Zaia, Stefano Bonaccini, Vincenzo De Luca e Michele Emiliano: sono attesi vendette e colpi di mano. E ora? Che ne sarà di quattro importantissimi governatori andati ko con il voto sul terzo mandato? Sono nomi di tutto rispetto ai quali sarà difficile dare un nuovo incarico. Chi sono? Luca Zaia, Stefano Bonaccini, Vincenzo De Luca e Michele Emiliano.
Vuol dire Veneto, Emilia Romagna, Campania e Puglia. Non è poco a dire il vero. Presto non potranno più sedere sulla poltrona “presidenziale” perché è stato deciso che oltre il secondo mandato  non si può andare. Fu una invenzione dei 5Stelle che ora, naturalmente, non ci pensano più.
Il problema si presenterà presto, perché la decisione qualcuno la vorrà vendicare in un clima di grandi sospetti.
Dunque, vediamo, cominciando con il più stravagante dei governatori, quel Vincenzo De Luca che, di recente, durante una manifestazione da lui organizzata ha dato della stronza (sic) a Giorgia Meloni davanti all’ingresso di Palazzo Chigi.
Il governatore della Campania fa storia a sé nel partito che è lo stesso di Elly Schlein. Fra i due non corre buon sangue e probabilmente la segretaria di via del Nazareno si fregherà le mani per il siluro che ha colpito e affondato il suo amico-nemico.
Okay, lasciamo stare le beghe che dividono il Pd perché, altrimenti, invece di un articolo dovremmo scrivere un libro. L’”entusiasta” Elly quale incarico dovrà assegnare a De Luca?
Certo, non lo si potrà ghettizzare perché, nonostante il suo carattere, l’uomo ha un certo credito nel partito e diversi simpatizzanti. Non lo si potrà liquidare con una poltrona di serie B, per questo la Schlein dovrà essere attenta perché alle tante critiche che le piovono addosso non potrà accollarsene un’altra.
Per Stefano Bonaccini è arrivato il momento della vendetta che aspettava da quando alle primarie fu battuto non dai vertici dei dem, ma da una base non meglio identificata.
Quel giorno abbracci e baci, poi? Eccola l’occasione: il governatore dell’Emilia Romagna si è sentito tradito per la seconda volta ed ha puntato il dito contro la segretaria rea di aver violato un patto deciso prima del voto in comissione.
Stavolta Bonaccini ha messo da parte la diplomazia, ha riunito i suoi fedelissimi iniziando una battaglia che non si sa dove andrà a finire. La poltrona di Elly potrebbe tremare più di quanto già oggi trema? Chissà?
Evidentemente anche per lui si dovrà trovare un posto consono nel partito, non ci si potrà dimenticare di quel che Bonaccini ha dato al Pd.
Chi piange di più dopo il no al terzo mandato è sicuramente Matteo Salvini battuto clamorosamente da un voto bipartisan che ha visto uniti Fratelli d’Italia e dem.
Il leader del Carroccio doveva difendere a spada tratta il più famoso dei governatori italiani. Ora, Luca Zaia tornerà a far parte del Carroccio a pieno titolo, ma senza un incarico.
Problema di non poco conto per il numero uno dei leghisti che ha non pochi nemici in via Bellerio. Il suo lavoro per far diventare la Lega un partito gradito a Nord e a Sud è fallito ed ai più oltranzisti questa scelta non è piaciuta affatto e sono pronti a sparargli contro se il Carroccio continuerà a perdere voti.
Zaia potrà essere un valido successore alla segreteria? Per il momento tutto è rimandato, ma attenzione ai nuovi passi falsi, potrebbero essere determinanti.
Anche per Michele Emiliano si annunciano tempi difficili. Lui è l’unico governatore ad aver scelto il campo largo guidando la Puglia insieme con i 5Stelle. Gradita questa sua decisione? Al cinquanta per cento, forse meno.
Perchè questo accordo con i grillini non piace a tanti in via del Nazareno.  Quindi ogni sua decisione (o non decisione) è dettata da questa regola. Nel Pd, infatti, continua a infuriare il maltempo e non si sa quando finirà.
Per dirla più semplicemente: il fallimento del terzo mandato peggiorerà il conflitto fra maggioranza e opposizione? La speranza è che la risposta sia un no secco. Ma in politica ogni previsione è impossibile.

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