Considerato un simbolo di Hamas, ammirato in tutto il Medio Oriente e figura di riferimento per i palestinesi, lo storico portavoce delle brigate Qassam Abu Obeida è stato ucciso nel micidiale attacco lanciato ieri pomeriggio dall'aeronautica israeliana contro un condominio del quartiere Rimal di Gaza city.
La conferma ufficiale è arrivata dal ministro della Difesa Israel Katz che ha commentato: "Da morto incontrerà molti suoi complici: assassini e stupratori di Hamas".
Obeida, uno dei massimi dirigenti dell'organizzazione terroristica e membro del gruppo ristretto dei decisori è stato ucciso dal missile sparato dall'Iaf contro due piani dell'edificio dove si trovava l'appartamento preso in affitto dalla sua famiglia solo pochi giorni fa, come ha rivelato una fonte palestinese a Sky news Arabia.
I commentatori, arabi e israeliani, sottolineano che la sua eliminazione peserà non solo sul morale dei miliziani, ma pure su quella parte della popolazione nell'enclave che tuttora si sente legata alle capacità di Hamas. Israele, che lo monitorava da anni, lo ha sempre considerato un obiettivo di grande valore, poiché il rappresentante con il volto e la testa coperti da una kefiah rossa era il responsabile ufficiale della propaganda psicologica del gruppo. Aprendo la riunione di governo della domenica mattina, il primo ministro Benyamin Netanyahu ha confermato l'attacco a Abu Obeida usando toni sarcastici: "Spero che non sia più tra noi, ma noto che da parte di Hamas non c'è nessuno che risponda su questa questione", con evidente sfottò per il silenzio dello speaker dell'organizzazione.
Una fonte molto ben informata ha raccontato a Sky News che al momento del bombardamento in casa c'erano la moglie e i figli di Abu Obeida, "con l'esplosione sono volate via grandi quantità di banconote. Dopo, membri della brigata al Qassam hanno chiuso l'area intorno all'edificio impedendo a chiunque di avvicinarsi per recuperare i corpi". Nell'ottobre 2023, dopo il massacro nei kibbutz del sud e al festival Nova, l'Idf ha diffuso la foto a volto scoperto del portavoce, chiaro avviso che era diventato un obiettivo militare. Come aveva già fatto nel 2014 prendendo il controllo del canale tv al-Aqsa di Hamas e trasmesso l'immagine della faccia del portavoce senza kefiah.
Invitando i cittadini di Gaza "a non credere a quel bugiardo", il cui vero nome era Hudayfa Samir Abdallah al-Kahlout, con l'alias di Abu Obeida ibn al-Jarrah, uno dei dieci compagni del profeta Maometto. La sua prima apparizione pubblica fu un exploit, quando nel 2006 annunciò il rapimento del soldato israeliano 19enne Gilad Shalit, tenuto in ostaggio nei tunnel di Gaza per 5 anni e mezzo, fino a quando Netanyahu lo liberò in cambio mille detenuti palestinesi, tra cui il futuro architetto del 7 ottobre Yahya Sinwar.
Ben conosciuto anche in Israele per le sue sanguinose minacce, Abu Obeida godeva del favore del pubblico arabo per le sue apparizioni davanti alle telecamere di al Jazeera, da dove lanciava i proclami di Hamas. Talmente famoso che in suo onore artisti arabi hanno anche scritto canzoni. Ora, nella Striscia sono pochi i leader di alto livello rimasti in vita: tra loro Ez al-Din Haddad, il comandante della brigata Gaza che si è tinto i capelli e tagliato la barba per sottrarsi ai missili dell'Idf.