di MARIA CARMELA FIUMANÒ
ROMA – C’è “l’esigenza di rafforzare – e non demolire – l’architettura relativa al disarmo e alla non proliferazione delle armi nucleari, in una fase storica in cui, invece, assistiamo a inaccettabili allusioni all’impiego di armi di distruzione di massa“. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Polo della Nazioni Unite di Vienna in occasione delle celebrazioni del 25° anniversario della firma della Convenzione di Palermo.
“Il quadro geo-politico che abbiamo di fronte, dalla perdurante guerra di aggressione russa all’Ucraina, alla crisi in Medio Oriente, all’instabilità in diverse aree del continente africano, spesso associata a drammatiche crisi umanitarie, richiede con tutta evidenza un sostegno attivo alle Nazioni Unite, non certamente il suo smantellamento”.
“L’ONU può adempiere al suo mandato di garante della pace internazionale soltanto se gli Stati che ne fanno parte le consentono di farlo. E, tuttavia, le Nazioni Unite restano, pur con tali limiti, uno strumento straordinario e insostituibile di pace e di stabilità, che sarebbe irresponsabile indebolire”.
“In questo lungo percorso non sono mancati ostacoli, errori e lacune, in parte riconducibili a carenze strutturali dell’Organizzazione, in parte all’altalenante volontà politica degli stessi Stati Membri a sostenerne pienamente l’azione. La recente riforma UN80 varata dal Segretario Generale Guterres è stata avviata per fornire risposta a questa richiesta di maggiore efficacia. Si tratta di un passo nella giusta direzione che, comunque, sollecita a una riflessione più ampia sugli stessi meccanismi decisionali dell’ONU, a cominciare del Consiglio di Sicurezza, la cui composizione – e i cui poteri in capo ai membri permanenti – riflettono il mondo del 1945”.
“Oggi l’ONU continua a essere la cornice di riferimento fondamentale per affrontare sfide che travalicano i confini nazionali: la promozione di un’agenda condivisa per la preservazione del nostro pianeta, le sfide poste dall’intelligenza artificiale, la tutela della salute globale, solo per citarne alcune: il crimine organizzato rientra in questa categoria di sfide che richiedono una risposta internazionale costante e coordinata”.
Riguardo all’adesione italiana alle Nazioni Unite “mi preme ricordare come nello stesso momento in cui nasceva l’ONU, l’Italia intraprendeva il percorso per dotarsi di una nuova Legge fondamentale, la Costituzione repubblicana del 1948, fondata su valori che coincidono con quelli della Carta di San Francisco e della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. In quel testo i padri Costituenti italiani, con grande lungimiranza, indicavano espressamente la strada per una partecipazione italiana alle organizzazioni internazionali.
Su queste basi, di piena adesione a un sistema valoriale, la Repubblica Italiana poté accedere alle Nazioni Unite nel 1955, lo stesso anno della Repubblica d’Austria. Da allora l’Italia, con convinzione, si è fatta protagonista di campagne per la promozione di valori universali, ospitando sul suo territorio importanti strutture dell’Onu”.
“A questo riguardo – aggiunge Mattarella – permettetemi di esprimere il mio sentito ringraziamento al Paese che accoglie questo importante Polo onusiano, e a Lei, Signor Presidente Federale – e caro amico – per essere qui oggi a sostenere, insieme, quegli stessi valori che hanno caratterizzato i nostri condivisi 70 anni di appartenenza alla famiglia dell’ONU, in termini etici e politici”.















