di FRANCO MANZITTI
Una tempesta perfetta: in due giorni Genova lancia l’educazione affettiva-sessuale in tre asili e il giorno dopo cancella dall’atrio del nobile palazzo di Tursi, sede del Comune, il presepe storico di Crevari che ornava i portici per il periodo natalizio.
Una combinazione temporale che ha messo subito Silvia Salis sindaca, donna, di sinistra e spesso proclamatasi cattolica, in un tornado di contestazioni.
La miccia è stata proprio la cancellazione del presepe, un’opera storica costruita nel 1958, meccanizzando le statuine a Crevari, un borgo all’estrema periferia genovese, a picco sul mare nella chiesa di san Gerolamo che veniva trasferito a Tursi nello scorso anno per nobilitare il Natale con una tradizione particolarmente sentita.
Il culto del presepe a Genova
Il presepe a Genova è una specie di culto che ha moltissime e nobili rappresentazioni in molti luoghi sacri e anche no.
A partire da quello vivente di Pentema, a quello storico ed eccezionale nella Chiesa della Madonetta, vero capolavoro con statue del Maragliano. Il tour dei presepi è per credenti e non una specie di viaggio intenso e allegro, su e giù per la città da chiesa a chiesa.
Tursi era stata inserita in questo percorso, agganciando uno dei presepi più rappresentativi, quello, appunto di Crevari, fatto di statuine meccanizzate, il pastore che munge la vacca, l’altro che falcia il fieno, il contadino che lavora la sua terra, tutto per circa 200 metri quadrati che in parte erano stati trasferita da quella collina sopra la città al cuore del grande palazzo Comunale per mostrarlo alle folle di turisti e di genovesi nel Natale del 2024.
La decisione di cancellare il presepe presa dalla giunta Salis ha suscitato una reazione anche violenta delle opposizioni, in particolare della ex assessora alle Tradizioni della giunta Bucci, Paola Bordilli, che ha praticamente accusato di sacrilegio la Salis, già nel mirino per la decisione di avviare l’esperimento di una educazione affettiva sentimentale in tre primi asili.
La sindaca aveva lanciato questa proposta dopo una vibrante filippica in consiglio comunale nella quale aveva affrontato la questione della donna nella società di oggi definendola un “affare” di Stato.
Poco importa che il presepe di Crevari non sarebbe potuto essere rimontato a Tursi nel Natale 2025, per ragioni tecniche e di manutenzione. La decisione di spogliare l’atrio della presenza del presepe ha innestato comunque la miccia.
Polemica politica
La reazione della giunta non si è fatta attendere.
L’assessora competente, Tiziana Beghin, Cinque stelle, già eurodeputata, ha spiegato che ci sono anche accordi con la Curia di Genova per un programma di visite e eventi con i presepi della città, anche d’accordo con l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari. E ha insistito, rinfacciando all’opposizione che non si possono perdere giornate intere a discutere su un presepe.
Quanto alla sindaca nel giorno del dibattito sul presepe era impegnata a Roma nel delicatissimo incontro sul tema dell’acciaio e delle decisioni del governo per la fabbrica di Cornigliano.
E lì la questione purtroppo è molto seria e preoccupante perché la fumata, dopo l’incontro, è stata nera, negativa in tutti i sensi.
Il sindacato ha già annunciato la decisione di un nuovo blocco e nuove manifestazioni davanti alla decisione del governo di mantenere il suo piano di cassa integrazione per i 6000 dipendenti dell’ex Ilva di Taranto, Genova e Novi Ligure. Qui non c’è presepe che tenga.
Probabilmente l’atrio di Tursi, alla vigilia di Natale, più che dalle statuine sacre sarà occupato dagli operai dell’acciaieria.















