ROMA - Italiani al voto il 22 e 23 marzo prossimi. Queste le date del referendum sulla riforma della giustizia deliberate dal Consiglio dei Ministri di ieri, 12 gennaio.
La data, che la presidente Giorgia Meloni aveva anticipato nella conferenza di inizio anno, sarà ora proposta al Presidente della Repubblica, per l’adozione del relativo decreto.
Quello di marzo sarà un referendum confermativo: la riforma sulla separazione delle carriere dei magistrati è stata approvata dal Parlamento senza la maggioranza qualificata dei 2/3 dei componenti quindi, ex articolo 138 della Costituzione, deve essere sottoposta a referendum confermativo che, al contrario di quanto accade per il quello abrogativo, non prevede quorum.
La legge costituzionale “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale il 30 ottobre scorso.
L’articolo 15 della legge n. 352 del 25 maggio 1970 stabilisce che il referendum va indetto entro 60 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza dell’Ufficio centrale per il referendum della Corte di cassazione, che ha ammesso le richieste referendarie il 18 novembre. La stessa norma prevede che il referendum si svolga in una domenica compresa tra il cinquantesimo e il settantesimo giorno successivo all’emanazione del decreto di indizione.
Al voto di marzo parteciperanno anche gli italiani all’estero che al referendum, così come alle elezioni politiche, votano per corrispondenza.
Nell’ambito della scorsa legge di bilancio, come si ricorderà, è stato approvato un ordine del giorno presentato dal deputato Andrea Di Giuseppe (FdI) per modificare la modalità di voto a favore di quello nei seggi, ma i tempi stretti della consultazione ne impediscono l’attuazione a questa consultazione referendaria.
Referendum: si vota il 22 e 23 marzo
