di ROBERTO ANTONINI
ROMA – “La previsione di un aumento dei dazi verso i Paesi che hanno inviato militari in Groenlandia credo sia un errore e non la condivido”. Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa a Seul.
“Condivido l’attenzione che il presidente americano attribuisce alla Groenlandia e all’Artico”, dice Meloni, “una zona strategica dove va evitata l’eccessiva ingerenza di attori che possono esser ostili”. “Credo che in questo senso vada letta decisione di alcuni paesi europei di inviare truppe per maggiore sicurezza”, aggiunge.
HO SENTITO TRUMP E GLI HO DETTO QUEL CHE PENSO”
Sulla questione dei dazi minacciati dal presidente degli Stati Uniti ai danni dei Paesi europei che hanno inviato truppe in Groenlandia “ho sentito Donald Trump, e gli ho detto quello che penso, e ho sentito anche il segretario della Nato” Mark Rutte. Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa a Seul. “Sentirò anche i leader europei”, dice Meloni, “credo che sia molto importante parlarsi ed evitare una escalation”.
“TRUPPE EUROPEE PER SICUREZZA NON CONTRO USA, INCOMPRENSIONE”
L’Artico “è una zona strategica nella quale chiaramente va evitata una eccessiva ingerenza di attori che possono essere ostili”. Ciò detto, “credo che in questo senso andasse letta la volontà di alcuni Paesi europei di inviare le truppe, di partecipare a una maggiore sicurezza, non nel senso di un’iniziativa fatta nei confronti degli Stati Uniti, ma semmai nei confronti di altri attori. Chiaramente mi pare che su questo ci sia stato un problema di comprensione e di comunicazione”. “Per quello che mi riguarda continuo a insistere sul ruolo della NATO, è la NATO il luogo nel quale noi dobbiamo cercare di organizzare insieme strumenti di deterrenza verso ingerenze che possono essere ostili in un territorio che è chiaramente strategico”, dice Meloni, “e credo che il fatto che la NATO abbia cominciato a lavorare su questo sia una buona iniziativa e a maggior ragion,e per questo, perché la NATO ha cominciato a fare questo lavoro, credo che sia un errore oggi imporre nuove sanzioni”. Conclude la presidente del Consiglio: “Credo che sia necessario invece riprendere su questo il dialogo e evitare una escalation da questo punto di vista ed è quello su cui sto lavorando”.
“NON È STATO CHIARO MESSAGGIO ARRIVATO DA EUROPA”
“Credo non sia stato chiaro il messaggio che arrivava dall’Europa. Questa la percezione che ho avuto io, che non fosse chiara la ragione che era positiva, dal mio punto di vista, delle iniziative che si stavano portando avanti. Per questo sto dicendo che secondo me c’è anche un problema di interpretazione di quello che si stava facendo”.
“La chiarezza che alcuni leader stanno dando in queste ore credo possa essere utile”, valuta Meloni. Trump “mi pare fosse interessato ad ascoltare, ma mi pare che dal punto di vista americano non fosse chiaro il messaggio arrivato da questa sponda dell’Atlantico”, dice la presidente del Consiglio, parlando del “rischio” che “alcune iniziative di alcuni Paesi europei fossero lette in chiave antiamericana, e invece non era quella l’intenzione che si aveva. Gli attori che preoccupano sono per tutti altri. Ma mi pare che questo messaggio non fosse affatto chiaro”.
Ora, prosegue Meoni, “non penso che il tema sia qui, adesso, quello di creare un’escalation, credo sia piuttosto quello di provare a dialogare. Se la mia interpretazione è corretta e sul lato americano c’è una preoccupazione eccessiva per un’ingerenza eccessiva su una zona strategica, e da lato europeo c’è la volontà di affrontare questo problema che è anche nostro, la strada giusta non sia quella di discutere tra di noi ma di lavorare insieme per una questione che ci coinvolge tutti”.
SCHLEIN: “MELONI PORTA L’ITALIA NELLE RETROVIE”
“La politica estera di un grande Paese come l’Italia non può ridursi all’attesa e all’interpretazione di quello che dirà o farà Donald Trump. I nodi stanno venendo al pettine, anche per Giorgia Meloni. Ci saremmo aspettati una presa di posizione netta: la Groenlandia non si tocca, non si vende e non si compra, difendiamo l’integrità territoriale di uno Stato membro dell’Unione europea. Qui non si tratta solo di condividere o non condividere le dichiarazioni del presidente USA, si tratta di capire e decidere cosa fare di fronte alla più grave crisi nella alleanza transatlantica dalla sua fondazione. Certo, se scegli di legittimare Trump quando agisce fuori da ogni regola violando il diritto internazionale, come ha fatto Meloni, poi fatichi a difenderti delle minacce quando ti riguardano”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein.
“Oggi l’intero continente europeo sta subendo la volontà di potenza trumpiana sulla Groenlandia. E per la prima volta l’Italia appare politicamente incapace di esprimere una vera solidarietà europea. Se la tua unica ambizione è essere il governo più trumpiano d’Europa è inevitabile scivolare nella marginalità ed entrare in contraddizione con il resto dell’Unione. Continuare su questa strada- dice ancora Schlein- ci impedisce di svolgere una funzione, nel momento in cui servirebbe un grande salto in avanti di integrazione e solidarietà europea di fronte agli attacchi di Trump, e una reazione comunitaria all’annuncio di una nuova guerra commerciale come ritorsione politica verso alcuni Stati UE, che straccerebbe anche il pessimo accordo raggiunto qualche mese fa”.
Secondo la segretaria dem “i dazi che danneggiano l’economia italiana non hanno visto una risposta adeguata del governo. Meloni ha smesso di parlarne per non disturbare Trump, mentre il conto continuano a pagarlo lavoratori, famiglie e imprese. Posizionare l’Italia nelle retrovie, quando dovremmo essere protagonisti di una svolta europea nel segno dell’autonomia strategica, dell’integrazione e della dignità, è il danno più grande che il governo Meloni sta arrecando all’immagine del nostro Paese e ai nostri interessi nazionali”, conclude.














