di PIERO BONITO OLIVA
ROMA – Un duro affondo contro i dazi minacciati da Trump. Sul palco del World Economic Forum di Davos, il presidente francese Emmanuel Macron replica all’inquilino della Casa Bianca: “I nuovi dazi sono inaccettabili, soprattutto se utilizzati come leva contro la sovranità territoriale”.
“UN MONDO SENZA REGOLE”
Nel suo intervento, il capo dell’Eliseo ha descritto uno scenario internazionale sempre più fragile. “Stiamo entrando in una fase di instabilità e squilibrio, sia sul piano della sicurezza sia su quello economico”, ha detto, ricordando come nel mondo siano ancora in corso oltre 50 conflitti armati, nonostante “qualcuno sostenga che alcune guerre siano state risolte”.
Secondo Macron, il rischio è quello di un ritorno a un ordine globale privo di regole, in cui il diritto internazionale viene messo in secondo piano e “le ambizioni imperiali tornano a emergere”. Un quadro che, a suo giudizio, mina le basi stesse della cooperazione multilaterale.
SOVRANITÀ E GROENLANDIA
Il presidente francese ha ribadito che Francia ed Europa attribuiscono un valore centrale alla sovranità e all’indipendenza, oltre che al rispetto del diritto internazionale. In questo contesto ha richiamato anche la decisione di dispiegare forze europee in Groenlandia, definendola una scelta coerente con la tutela della sicurezza e della stabilità internazionale.
L’EUROPA E LO STRUMENTO ANTI-COERCIZIONE
Macron ha poi rivolto lo sguardo all’Unione europea, sostenendo che per troppo tempo gli europei siano rimasti “gli unici a non difendere le proprie imprese”. In un contesto di “mancanza di rispetto delle regole globali e delle condizioni di parità”, ha sottolineato, lo strumento europeo di anti-coercizione economica rappresenta un mezzo “potente” che Bruxelles non dovrebbe esitare a utilizzare.
CONTRO LA “LEGGE DEL PIÙ FORTE”
Macron ha invitato a respingere l’idea di accettare passivamente “la legge del più forte”, che porta alla “vassallizzazione” e a una pericolosa “politica del sangue”. “Accettare una nuova legge coloniale non ha senso”, ha concluso, ribadendo la necessità di difendere un ordine internazionale fondato su regole condivise e non sulla forza.
