Gente d'Italia

Sci: la Tigre è tornata, Brignone sesta nel gigante di Plan de Corones .Grande prova dell’azzurra dopo l’infortunio

Brignone

(foto archivio)

La 'Tigre' è tornata in pista e ruggisce sotto il suo casco con l'immagine inconfondibile del felino asiatico, che oggi ha brillato sotto il sole di Plan de Corones.

Sulla pista Erta l'azzurra Federica Brignone ha compiuto una grande impresa: al suo rientro dopo il terribile infortunio del 3 aprile scorso (frattura di tibia e perone con rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro) è arrivata sesta, piazzandosi subito dove aveva lasciato, tra le grandi dello sci.

Per lei sono stati 292 giorni - in cui ha "sempre provato dolore" - di fatica, impegno, gran lavoro fisico e mentale con davanti come primo obiettivo "poter tornare a fare una baita normale".

Solo dopo, in lista, c'era il tornare a sciare e a gareggiare, forse addirittura alle Olimpiadi. E cosi sarà: test dunque brillantemente superato per una Federica felicissima e molto festeggiata da tifosi e compagne. Non è stato un test qualunque e non solo perché il gigante - ha confessato Fede - è la disciplina in cui sente più dolore: la Erta e durissima e - come dice il suo nome - con un muro vertiginoso. Come se non bastasse, alzando la partenza sono state aggiunte cinque porte al tracciato tradizionale, che soprattutto nella prima manche, girava molto e dunque dava sollecitazioni fortissime alle gambe dell'azzurra. "Sono stati nove mesi difficili, tostissimi - ha raccontato Brignone - e sono proprio orgogliosa. Tutti quelli che mi sono stati vicini sanno cosa è stato arrivare fino a qua. È stato tutto nuovo per me a livello di emozioni: in genere quando ti presenti a una gara sai dove sei e quali sono i tuoi obiettivi, anche a livello di performance. Invece oggi è stato tutto nuovo, un test: anche tenere la tensione per tante ore. Sono proprio contenta di aver gareggiato, avessi aspettato i Giochi sarebbe stato forse troppo".

"Nella prima manche ero un po' bloccata, magari faccio tre curve bene e poi mi blocco un po', ma è quella fiducia che si crea con l'allenamento, serve proprio a quello - ha aggiunto Federica - e questo perché ancora mancano passaggi, manca condizione: questa pista è tosta, per me è stato un ottimo test, anche per la mia testa". "Ora vado a Cortina - ha confermato la valdostana - per migliorare in velocità e capire come sto. Il programma continuerà ad essere definito giorno per giorno. Se mi troverò a mio agio sui salti e nei passaggi sui dossi con gli sci lunghi, valuteremo se andare alle gare di coppa a Crans Montana che è un'altra pista molto esigente. Mi mancano passaggi e la fiducia nel tenere giù il piede nei momenti difficili: da qui ai Giochi la mia strada sarà quella che mi fa fare più passi avanti per tornare veloce". Comunque sia una cosa è certa per Brignone: "Il bilancio del rientro è più che positivo. Questa è una specie di ripartenza e sto già pensando a come andare più veloce. Sono molto contenta di oggi, è stato un po' rompere il ghiaccio ma di certo non mi accontento. Con tutta l'adrenalina e l'emozione di oggi, confesso che il male è stato meno del solito: sono quasi riuscita a partire bene dal cancelletto, cosa che mi fa male di solito". Ha vinto la gara - quarto successo e tutti in questa stagione olimpica in cui è magicamente esplosa a 27 anni di età - l'austriaca Julia Scheib.

Dietro di lei la svizzera Camille Rast e la svedese Sara Hector. Per l'Italia in classifica ci sono poi la sempre regolarissima Lara Della Mea, decima, e poco più indietro Asja Zenere quindicesima. Chiude la giovane toscana Alice Pazzaglia, 24esima, soddisfatta per essere di nuovo andata a punti. Nella prima manche era invece finita fuori dopo un paio di errori Sofia Goggia. La bergamasca non è partita bene nel 2026, e chissà che non sia proprio il rientro di Brignone a stimolarla, specialmente adesso che tornerà in discesa e superG: le discipline di Sofia, il jet azzurro per eccellenza.

 

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