Gente d'Italia

Trump firma lo statuto del Board per Gaza: “Tutti vogliono partecipare”. Ma anche Londra dice no

(Foto archivio)

Il presidente Usa Donald Trump ha firmato a Davos lo statuto del Board of Peace e ha invitato sul palco i 20 rappresentanti dei Paesi che hanno aderito al Consiglio.

"Oggi avremo più dettagli per il comitato di pace, ha l'opportunità di essere uno degli organismi più importanti mai creati, lo prendo molto sul serio.

Tutti ne vogliono far parte, ci sono i Paesi che sono qui, sono tutti miei amici, un paio mi piacciono, un paio no. Ma quelli che sono qui mi piacciono tutti, sono grandi leader, grandi personaggi", ha detto Trump partecipando alla cerimonia.

Secondo il tycoon è una giornata molto emozionante, ha aggiunto, affermando che il Consiglio per la pace collaborerà con "molti altri, tra cui le Nazioni Unite".

Sul palco una ventina di rappresentati di paesi che hanno aderito, tra i quali un rappresentante del Bahrein, un rappresentante del Marocco, il presidente dell'Argentina, il primo ministro dell'Armenia, il presidente dell'Azerbaigian, il primo ministro della Bulgaria, il primo ministro dell'Ungheria, il presidente dell'Indonesia, il vice primo ministro della Giordania, il presidente del Kosovo, il primo ministro del Pakistan, il presidente del Paraguay, il primo ministro del Qatar, il ministro degli esteri dell'Arabia Saudita, il ministro degli esteri della Turchia, un rappresentante degli Emirati Arabi Uniti, il presidente dell'Uzbekistan, il primo ministro della Mongolia.

Si segnalano però nuove defezioni: il Regno Unito non ha preso parte oggi alla cerimonia di firma a causa delle "preoccupazioni circa la possibilità che il presidente Putin faccia parte di qualcosa che parla di pace": lo annuncia il ministro degli Esteri Yvette Cooper, come riporta Sky News.

Fonti Ue: 'Sul Board of Peace cose da chiarire, ne discuteremo stasera'

"Non credo ci sarà una discussione analitica" sul Board of Peace a Gaza "ma ci sarà una discussione. Alcuni leader la porranno, ci sono cose da chiarire". Lo spiegano fonti Ue in vista del vertice straordinario dei 27 in programma alle 19 di oggi

Rubio: 'Altri aderiranno, anche chi deve seguire procedure costituzionali'

"Voglio ringraziare ciascuno dei leader qui presenti oggi e tutti i paesi che si sono impegnati ad aderire, e molti altri che aderiranno. Altri o non sono qui oggi o devono seguire una procedura interna nel loro paese a causa di limitazioni costituzionali, ma altri aderiranno. Molti vogliono far parte di questo sforzo perché sarà uno sforzo di successo". Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio durante la cerimonia di firma dell'atto costitutivo del Board of Peace.

La presidenza di Trump "è una presidenza storica perché il presidente non si fa mettere limiti da ciò che altri giudicano possibile o impossibile", ha aggiunto Rubio. "Siamo qui grazie alla visione" di Trump", ha detto Rubio.
"Molti altri firmeranno" il trattato - ha detto Rubio - "si apre una nuova fase e una nuova era".

Il Cremlino: 'Putin e Abu Mazen discuteranno del Consiglio di pace per Gaza'

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che l'agenda dell'incontro di oggi a Mosca tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente dell'Anp, Abu Mazen (Mahmud Abbas) prevede i temi della "creazione del Board of Peace e del possibile utilizzo dei beni russi congelati".

Peskov ha ricordato che ieri Putin aveva espresso la disponibilità di Mosca a stanziare un miliardo di dollari dei beni russi congelati negli Usa per il Board of Peace. "Naturalmente, le sfumature dovranno essere discusse. Lo stesso Putin ha annunciato ieri che questo argomento sarebbe stato discusso con Abbas", ha affermato Peskov.

"Naturalmente, l'attenzione principale sarà rivolta alle relazioni bilaterali. La Russia è sempre stata una grande amica della Palestina. Ci siamo sempre impegnati per raggiungere una soluzione in Medio Oriente", ha dichiarato inoltre il portavoce del Cremlino.

Media: 'Intesa Usa-Hamas su consegna delle armi e mappe dei tunnel'

Intanto fonti palestinesi riferiscono a Sky news Arabia che esiste un accordo tra Hamas e l'amministrazione statunitense, in base al quale l'organizzazione consegnerebbe le proprie armi e le mappe dei tunnel di Gaza in cambio dell'accettazione di Hamas come partito politico che non venga preso di mira.

La consegna delle armi e delle mappe avverrebbe secondo un meccanismo non ancora reso noto. Le intese prevedono la possibilità per chi lo desidera, tra i leader politici e militari di Hamas, di lasciare la Striscia di Gaza, con un impegno americano affinché Israele non li colpisca, né colpisca in futuro i dirigenti che già si trovano all'estero.

La fonte ha indicato la Turchia o un'altra destinazione disposta ad accoglierli come possibili mete. Secondo l'accordo, Washington intende integrare un certo numero di membri della polizia di Hamas e dei suoi ex funzionari nella nuova amministrazione di Gaza, a condizione che siano sottoposti a un controllo di sicurezza israelo-americano.

'Il valico di Rafah riaprirà la prossima settimana'. Ma Israele smentisce

Il valico di Rafah tra Gaza e l'Egitto, chiuso dal maggio 2024, riaprirà in entrambe le direzioni la prossima settimana. Lo annuncia Ali Shaath, leader del comitato tecnocratico palestinese, in un videomessaggio alla firma del Board of Peace a Davos. Shaath afferma che "questo è un vero passo avanti e segna una nuova direzione". Ma aggiunge che c'è ancora molto lavoro da fare e che niente è facile.

Ma una fonte della sicurezza israeliana ha dichiarato ai media nazionali che "il valico di Rafah non sarà aperto fino a che Hamas non restituirà il corpo dell'ultimo ostaggio rimasto a Gaza. Non abbiamo ancora ricevuto istruzioni per l'apertura del valico", ha detto. Talik, la madre dell'ostaggio morto ancora a Gaza, Ran Guaili, ha dichiarato ai media: "Non siamo stati informati di alcuna intenzione di aprire il valico di Rafah, e spero davvero che ciò non accada".

Exit mobile version