Il presidente colombiano Gustavo Petro ha annunciato che il suo governo potrebbe escludere le Nazioni Unite dal monitoraggio della produzione di coca, mettendo in discussione la metodologia adottata dall'Onu e aprendo una potenziale frattura con la comunità internazionale.
In un messaggio pubblicato sul suo account ufficiale X, Petro ha definito "pessimamente costruito" l'indicatore della "produzione potenziale di cocaina" elaborato dall'Unodc, l'Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine, affermando che l'esecutivo non intende più utilizzarlo.
Il contratto con l'Undoc, in vigore da 27 anni, è scaduto a dicembre e la sua proroga è ora incerta, rende noto il sito del quotidiano spagnolo El País, precisando che secondo il governo colombiano, le stime dell'Onu non rispecchiano la realtà del Paese e avrebbero contribuito ad alimentare critiche internazionali sulla politica antidroga di Bogotá.
Petro sostiene che dati alternativi, basati su sistemi nazionali di monitoraggio satellitare, indicherebbero un arresto della crescita delle coltivazioni di coca.
In caso di una rottura definitiva con l'Onu, il governo valuta di affidare il controllo direttamente alla polizia.
La controversia si inserisce in una fase delicata dei rapporti con Washington, che da anni usa i dati dell'Onu come principale parametro per valutare l'impegno colombiano nella lotta al narcotraffico.










