(Archivio, foto Ansa)

Potrebbero essere almeno 36.500 i morti nella repressione delle proteste in Iran: lo scrive Iran International, citando due fonti informate del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale della Repubblica islamica.

In due recenti rapporti dell'intelligence dei Pasdaran- scrive il media di opposizione - datati 22 e 24 gennaio, il numero dei morti era indicato rispettivamente come superiore a 33.000 e a 36.500. I rapporti del Ministero dell'Interno affermano che le forze di sicurezza hanno affrontato i manifestanti in più di 400 città e paesi, con oltre 4.000 scontri segnalati in tutto il Paese. I

In precedenza, la rivista Time - citando due alti funzionari del Ministero della Salute iraniano coperti da anonimato - aveva riferito di oltre 30mila uccisi solo nelle proteste dell'8 e 9 gennaio.

Le fonti hanno riferito che in quei due giorni, un giovedì e un venerdì, le scorte di sacchi per cadaveri sono esaurite e le ambulanze sono state sostituite da autoarticolati a diciotto ruote. La stima di 30.304 morti, scrive Time, non tiene poi conto dei feriti ricoverati negli ospedali militari deceduti successivamente, o delle vittime in aree dove non sono stati forniti bilanci.

Secondo quanto ricostruito da Time nel corso delle ultime settimane, i testimoni riferiscono che milioni di persone erano in strada quando le autorità hanno bloccato Internet e tutte le altre comunicazioni con il mondo esterno. I testimoni oculari e filmati girati con i cellulari, mostrano cecchini appostati sui tetti e camion muniti di mitragliatrici pesanti che hanno aperto il fuoco. Venerdì 9 gennaio, un funzionario dei Pasdaran aveva avvertito sulla tv di Stato chiunque si fosse avventurato in strada che "se un proiettile vi colpisce, non lamentatevi".

Le giornate di protesta dell'8 e del 9 hanno visto una impennata delle manifestazioni, anche a seguito della presa di posizione del presidente Usa Donald Trump, che nei giorni precedenti aveva minacciato il regime iraniano di intervenire militarmente se avesse continuato nella repressione. Time paragona la mattanza in Iran a quella compiuta dai nazisti alla periferia di Kiev, il 29 e 30 settembre 1941, quando trucidarono 33.000 ebrei ucraini a Babyn Yar.