L'Italia chiede che la Commissione europea si costituisca parte civile nel procedimento in Svizzera.

Esistono fior fior di precedenti, se l'Europa ha senso anche in termini cooperazione giudiziaria, qui ci sono interessi economici e qualcosa di più importante e significativo che non può non trovare rappresentatività da parte della Commissione europea". Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, in conferenza stampa, dopo l'incontro a Palazzo Chigi con i famigliari delle vittime italiane della tragedia di Crans-Montana.

Mantovano ha aggiunto che il governo intende "proporre alle nazioni europee che, come l'Italia hanno visto propri cittadini vittime o feriti, una sorta di coordinamento per affiancare le autorità nel rispetto del diritto elvetico e in coerenza con le esigenze e i diritti dei danneggiati".

"La Confederazione elvetica non fa parte dell'Unione europea, quindi la cooperazione giudiziaria è meno agevole rispetto a quella interna al sistema europeo - ha evidenziato Mantovano - Questo rende ancora più necessario, ed è una delle ragioni dell'incontro che c'è stato, un coordinamento tra le famiglie, tra gli avvocati che le rappresentano".

"L'Avvocatura dello Stato si sta attivando nella prospettiva" che l'Italia si costituisca "parte civile", ha sottolineato il sottosegretario. "Tengo a precisare - ha aggiunto -  che abbiamo ricevuto in questa occasione i familiari delle vittime decedute, il che non significa una mancanza di considerazione nei confronti dei feriti, per i quali esattamente lo stesso livello di attenzione sarà ovviamente manifestato e ribadito da subito in tutte le sedi".

"La nostra presenza" costituendoci parte civile "non è solo solo formale ma sostanziale". Così le famiglie "sanno di non essere sole: questo è il senso della nostra presenza. Il segnale deve arrivare chiaro e forte: noi siamo con le famiglie. Come ha fatto Francia". Lo ha detto l'avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, alla conferenza stampa dopo l'incontro, a palazzo Chigi, con le famiglie delle vittime di Crans-Montana.

Le famiglie delle vittime italiane di Crans-Montana si costituiranno in un coordinamento e parleranno con una "voce unitaria", ha annunciato l'avvocato Alessandro Vaccaro, legale di una delle famiglie, che dopo l'incontro a Palazzo Chigi in conferenza stampa ha "rappresentato simbolicamente tutte le famiglie", come spiegato dal sottosegretario Alfredo Mantovano.

"Non entro nel merito del vicende giudiziarie perché la sede ovviamente è un'altra. L'incontro di oggi è stato molto importante, e a nome di tutti i parenti delle vittime e anche dei colleghi che erano presenti, non posso far altro che ringraziare il Governo, non solo per il sostegno ma anche per la vicinanza che ci danno - ha detto il legale -. Abbiamo accolto l'idea, ma del resto già avevamo preventivato di ricorrere a un coordinamento, anche sostenuto ovviamente dallo Stato, perché siamo in un Paese, la Svizzera, che non fa parte dell'Unione europea e quindi parlare con una voce come Italia sicuramente ci porterà dei risultati. Strada ce n'è da fare, e il supporto del governo e di tutte le forze oggi presenti ci ha dato veramente una spinta ad andare avanti. Perché la questione non sono i risarcimenti, il dolore delle famiglie in questo momento è ben lontano dal discorso del risarcimento. La questione è accertare i fatti. Il sostegno della politica, dello Stato italiano, del governo, della Avvocatura dello Stato, ci aiuterà moltissimo per far sentire la nostra voce che sarà sicuramente unitaria".

 

Nordio: 'Anche il ministero chiederà di procedere contro gli indagati'

"L'articolo 10 del codice penale prevede anche la richiesta del ministro della Giustizia italiano per procedere eventualmente contro queste persone. Richiesta che noi siamo intenzionati a fare appena si creeranno i presupposti". Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, alla conferenza stampa dopo l'incontro, a palazzo Chigi, con le famiglie delle vittime di Crans-Montana. "Noi abbiamo assicurato ai parenti e ai loro avvocati tutta la nostra vicinanza e collaborazione. Anche nelle attività come il coinvolgimento degli organi sovranazionali", ha aggiunto.

"Abbiamo notizia, naturalmente nei limiti del rigoroso rispetto del segreto istruttorio e ovviamente della indipendenza della magistratura inquirente, che la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per i reati di incendio e di omicidio colposo aggravato. Saranno chieste delle rogatorie dell'autorità giudiziaria svizzera, per conoscere il quando, il come, il perché, insomma tutte le circostanze che possono essere utili per la ricostruzione dell'evento", ha spiegato Nordio.

Ambasciatore: 'Dal Canton Vallese 10mila franchi a vittime e feriti'

Il governo svizzero "ha deciso ieri di richiedere al Parlamento l'autorizzazione a dare un ulteriore finanziamento ai cantoni in modo che possano far fronte a queste richieste di indennizzo e di risarcimento che superano evidentemente le disponibilità attuali". Lo ha detto l'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado in conferenza stampa, dopo l'incontro a Palazzo Chigi con i famigliari delle vittime italiane della tragedia di Crans-Montana, illustrando i vari indennizzi disponibili, spiegando che gli "aiuti saranno di notevoli dimensioni" e che intanto "il Canton Vallese ha deciso di stanziare 10.000 franchi (circa 10.700 euro, ndr) per ogni vittima o ferito".

"I familiari delle vittime o dei feriti verranno contattati direttamente dalle autorità cantonali. Possono però prendere contatto diretto con il cantone attraverso un indirizzo email che poi comunicheremo alle famiglie naturalmente. Vi è però anche un altro strumento, l'aiuto alle vittime di reati fornito dai cantoni in generale - ha aggiunto -. E questo è l'aspetto più interessante perché le famiglie possono rivolgersi al cantone di loro scelta, per esempio il Canton Ticino, dove la lingua ufficiale è l'italiano. E lì le autorità cantonali hanno previsto aiuto immediato, come per esempio i costi di un intervento terapeutico, i primi chiarimenti da parte di un avvocato o le prime cure mediche".