Sempre alto in Colombia l'allarme per le mine antiuomo. Italia e Brasile sui schierano al fianco di Bogotà

Resta alto in Colombia l'allarme per le mine antiuomo. Nei giorni scorsi almeno sette contadini sono rimasti feriti mentre attraversavano un campo nel parco naturale Nukak, nella provincia centrale del Guaviare. I feriti, di cui uno versa ora in condizioni gravi, erano impegnati in operazioni di sradicamento delle piante di coca. Nella zona, riferiscono fonti militari, operano dissidenti della ex guerriglia delle Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia).

MINE ANTIUOMO, UNA VERA EMERGENZA
Quella delle mine antiuomo, in un paese reduce da decenni di conflitti armati, continua ad essere una emergenza. Bogotà lavora per rendere il paese completamente libero dagli ordigni entro il 2021. Un progetto che ha raccolto nell'ultima settimana due importanti contributi internazionali. Mercoledì a Brasilia, i ministri della Difesa di Colombia e Brasile hanno siglato tra le altre cose un memorandum d'intesa proprio sul tema della rimozione delle mine.

ANCHE L'ITALIA DA' UNA MANO PER LO SMINAMENTO
Martedì l'Italia ha annunciato lo stanziamento di un milione di euro per interventi nella provincia sudorientale di Narino, tra le più interessate dal problema. Se ne è parlato nel corso della visita che il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha svolto a Bogotà, prima tappa di una missione latinoamericana che lo ha portato anche in Brasile. Un impegno che è parte di un più ampio appoggio dato da Roma alla causa del post conflitto e alla gestione delle difficili trattative con l'esercito di liberazione nazionale (Eln), come ha spiegato lo stesso Alfano intervistato da "W Radio".

LE PAROLE DEL MINISTRO ALFANO
"Abbiamo dato la nostra adesione al gruppo di appoggio ai negoziati, ulteriore segnale del nostro lavoro per la pace", ha detto il ministro ricordando al tempo stesso la partecipazione dell'Italia al fondo europea per il post conflitto. "Abbiamo dei corsi di formazione della nostra Guardia di Finanza a beneficio dei vostri apparati militari, lavoriamo e finanziamo di sminamento umanitario facendo anche assistenza tecnica e partecipazione sul terreno", ha segnalato il ministro ricordando anche un lavoro con le imprese coinvolgere gli ex guerriglieri in un progetto lavorativo.

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