Conclusi a Buenos Aires i lavori del G20 finanziario. Due giorni di incontri, scambi di idee e confronti tra i ministri dell'Economia dei venti paesi più influenti della Terra. Due giorni in cui si sarebbero dovute affrontare alcune questioni cruciali, da un più stretto controllo dei regimi fiscali dei colossi del web a una prima regolamentazione del fenomeno in sempre maggior ascesa delle criptovalute: questioni affrontate solo in parte, o rinviate a data da destinarsi.

A rubare la scena, infatti, ci si è messo Donald Trump con le sue misure protezionistiche. Dei dazi e di guerre commerciali i Grandi della Terra hanno parlato in un documento in cui si condannano genericamente le diatribe economiche e si fa appello al senso del dialogo, senza però entrare nel merito della questione e senza mai citare apertamente gli Stati Uniti.

Da parte dei partecipanti alla riunione in Argentina, inoltre, si è auspicato buon senso anche da parte della Federal Reserve, che dovrebbe aumentare i tassi. Nessuna decisione, invece, per quel che riguarda le criptovalute. Per il momento non cambia nulla e l'assenza di regole ha fatto volare le quotazioni di Bitcoin in borsa. A Wall Street la più popolare tra le criptovalute internazionali è schizzata addirittura al 6,8%.

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