Quattro imprenditori sono stati fermati dai carabinieri in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Dda di Reggio Calabria. Si tratta di Michele e Giuseppe Surace, di 61 e 34 anni, padre e figlio; Carmelo Ficara (62) ed Andrea Francesco Giordano (67). L'indagine che ha portato ai fermi, denominata "Monopoli", "conforta - secondo quanto riferisce un comunicato della Dda reggina - il dato storico, oramai pacificamente acquisito, della commistione di interessi tra mafia ed imprenditoria, che sovente si alimentano e rafforzano vicendevolmente, in un connubio di formidabile capacità intrusiva nel tessuto sociale ed economico.

LE DICHIARAZIONI DEI PENTITI
L'attività investigativa dei carabinieri è stata avviata sulla base delle concordanti dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia ha portato alla luce esempi di imprese 'mafiose' che hanno imposto al territorio un monopolio di fatto, inquinando il libero mercato ed impedendo agli imprenditori sprovvisti di sponsor mafiosi di competere in condizioni di parità". In particolare, riferisce ancora la Dda, "gli approfondimenti investigativi svolti dai carabinieri hanno permesso di ripercorrere le fortune del duo imprenditoriale Surace-Giordano che hanno preso il via dall'edilizia residenziale, verso la fine degli anni '90, con la realizzazione del complesso residenziale 'Mary Park' che ospiterà l'unica sala bingo di Reggio Calabria e numerose villette a schiera. Nello stesso complesso, inoltre, era stata riservata la disponibilità di un appartamento a Giuseppe Tegano, fratello del boss Giovanni".

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