Un turista sardo si scatta un selfie con lo sfondo del Metropolitan Museum di New York e qualche mese dopo si vede bussare alla porta di casa gli agenti della FBI. Non si tratta di un film, ma è successo davvero e lo ha riportato per primo il New York Post. La foto in questione originariamente era stata postata su diversi social, ma poi ripresa da qualche appartenente all'Isis, è stata aggiunta una sciarpa con il logo della organizzazione criminale ed è stata rilanciata per fare propaganda contro gli Stati Uniti.

Ci sono voluti tre mesi di indagini alla FBI per risalire alla fonte: infatti l'individuazione dell'ignaro turista è stata resa possibile attraverso le camere di sorveglianza che sono posizionate di fronte al celebre museo, ma anche attraverso dei pagamenti che il turista italiano aveva effettuato con la propria carta di credito. Così una volta trovato nome e cognome ecco che gli agenti dell'FBI sono andati a trovare il turista, un giovane sardo che ovviamente è rimasto senza parole quando ha saputo di quello che era accaduto.

Il turista era naturalmente all'oscuro di quello che era successo alla sua fotografia, ha risposto a tutte le domande che gli sono state poste, negando tra le altre cose, anche di possedere la sciarpa nera che si vede nella fotografia. "Ci ha raccontato - ha poi detto Bryan Paarmann capo della Joint Terrorism Task Force raccontando dell'incontro in Sardegna - di avere passato una splendida vacanza a New York ed è rimasto
scioccato e sorpreso di quello che poi era capitato. E non aveva nulla a che fare con
l'Isis".

Una volta che la foto è apparsa sui social, l'FBI era sicura all'80% che fosse frutto di una alterazione, ma c'era da verificare l'altro 20%. E una volta effettuati tutti i controlli del caso è stato anche rivelato che probabilmente il 'fotoshop' era stato effettuato in Turchia.

Caterina Pasqualigo

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