Javier Ortega, Paúl Rivas ed Efraín Segarra, i tre giornalisti uccisi dai dissidenti delle Farc in Colombia

Il governo dell'Ecuador ha incaricato oggi il Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) di recuperare i cadaveri di Javier Ortega, Paúl Rivas e del loro autista Efraín Segarra componenti il pool della testata "El Comercio" che sono stati rapiti e uccisi al confine con la Colombia.

FIRMATO DOCUMENTO PER IL RECUPERO DEI CORPI
Il ministro degli Interni dell'Ecuador, César Navas, e il capo della Missione della Croce Rossa, Leonardo Escobar, hanno firmato il documento di coordinamento e le garanzie di sicurezza "che renderanno possibile l'operazione umanitaria di recupero dei corpi", si legge in una nota.

CROCE ROSSA GUIDERA' COMMISSIONE UMANITARIA
La delegazione del Croce Rossa in Colombia "guiderà la commissione umanitaria e renderà disponibili tutte le risorse di terra o aeree necessarie per il recupero dei corpi", che saranno poi consegnati alle autorità investigative e giudiziarie competenti.

IERI LA TRAGICA CONFERMA DI LENIN MORENO
Ieri il presidente dell'Ecuador, Lenin Moreno, aveva confermato l'uccisione di due giornalisti e del loro autista, rapiti il 26 marzo nei pressi di Esmeraldas, vicino alla frontiera con la Colombia da Oliver Sinisterra, un gruppo di guerriglieri dissidenti delle Farc, il gruppo colombiano che pur avendo firmato, nel 2016, un accordo di pace con il governo di Bogotà, si è sempre rifiutato di posare le armi.

IL VIDEO DEI TRE GIORNALISTI RAPITI
I tre dipendenti del quotidiano "El Comercio" stavano viaggiando in quella zona quando sono stati rapiti. In un video inviato qualche giorno fa, i giornalisti erano stati costretti a spiegare davanti la telecamera le condizioni del riscatto: la liberazione di altrettanti combattenti Farc, nonché l'interruzione della cooperazione in chiave anti-terroristica tra Bogotà e Quito.

IL PAPA: "PREGO PER I GIORNALISTI UCCISI"
"Con dolore ho ricevuto la notizia dell'uccisione dei tre uomini rapiti alla fine di marzo al confine tra Ecuador e Colombia. Prego per loro e per i loro familiari, e sono vicino al caro popolo ecuadoriano, incoraggiandolo ad andare avanti unito e pacifico, con l'aiuto del Signore e della sua Santissima Madre" ha detto questa mattina Papa Francesco al termine dell'Angelus in Piazza San Pietro.

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