Le cifre dell’affare Ronaldo sono stellari. Si tratta, infatti, di un’operazione da 350 milioni di euro. Il ‘colpo del secolo’, com’è stato definito dai media, messo a segno dalla Juventus ha fatto però insorgere gli operai Fiat dello stabilimento di Melfi, che hanno indetto due giorni di sciopero (dalle ore 22 di domenica 15 luglio fino alle ore 6 di martedì 17 luglio 2018).

L’Unione Sindacale di Base dello stabilimento Fca di Melfi spiega le ragioni della protesta: “È inaccettabile che mentre ai lavoratori di Fca e Cnhi l’azienda continui a chiedere da anni enormi sacrifici a livello economico la stessa decida di spendere centinaia di milioni di euro per l’acquisto di un calciatore. Ci viene detto che il momento è difficile, che bisogna ricorrere agli ammortizzatori sociali in attesa del lancio di nuovi modelli che non arrivano mai. E mentre gli operai e le loro famiglie stringono sempre più la cinghia la proprietà decide di investire su un'unica risorsa umana tantissimi soldi!”.

È giusto tutto questo? È normale che una sola persona guadagni milioni e migliaia di famiglie non arrivino alla metà del mese? – si legge nel comunicato -. Siamo tutti dipendenti dello stesso padrone ma mai come in questo momento di enorme difficoltà sociale questa disparità di trattamento non può e non deve essere accettata.Gli operai Fiat hanno fatto la fortuna della proprietà per almeno tre generazioni, arricchiscono chiunque si muova intorno a questa società, e in cambio hanno ricevuto sempre e soltanto una vita di miseria”.

“La proprietà dovrebbe investire in modelli auto che garantiscano il futuro di migliaia di persone piuttosto che arricchirne una soltanto, questo dovrebbe essere il fine di chi mette al primo posto gli interessi dei propri dipendenti, se ciò non avviene è perché si preferisce il mondo del gioco, del divertimento a tutto il resto. Di fronte a tanta iniquità non si può che scioperare".

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