Italiani, popolo di santi, poeti ed evasori. Anche per il 2016 l’Italia si conferma il Paese dell’Unione europea con più difficoltà a riscuotere l’Iva. Lo si legge nel rapporto annuale diffuso dalla Commissione europea che parla di 35,9 miliardi di evasione dell’imposta. Numeri simili a quelli del 2015, quando i miliardi non incassati erano 35,7.

L’imposta sul valore aggiunto occupa il centro della scena politica italiana, come possibile serbatoio di risorse per finanziare le promesse elettorali: i tecnici del ministero dell’Economia hanno valutato l’ipotesi di aumentare l’Iva di qualche punto percentuale, ma i vicepremier Salvini e Di Maio si sono opposti: «Non ci sarà nessun aumento. Questo governo è stato votato per tagliare le tasse».

Se si calcolano le percentuali relative al divario tra entrate previste ed effettive, lo Stato italiano rimane comunque ai primi posti a livello europeo con una differenza del 25,9%, dietro solo a Romania (35,88%) e Grecia (29,2%): un miglioramento, rispetto al 2015, di appena 0,23 punti percentuali.

 

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