Enrico Varriale

Al termine dell'andata dei vari raggruppamenti della Champions League se questa classifica dei gironi fosse quella definitiva tutte e quattro le squadre italiane sarebbero promosse agli ottavi di finale. Un cammino estremamente positivo e per nulla scontato che potrebbe anche essere modificato, almeno per qualche squadra, a metà dicembre quando i giochi saranno quelli definitivi. Tuttavia al di là di come finirà,un bilancio ragionato al giro di boa ci dice che finalmente il nostro calcio, almeno a livello di club, sembra aver imboccato la strada giusta per ritrovare il ruolo che spetta sul palcoscenico continentale ad un movimento che ha vinto quattro campionati del Mondo.

A prescindere dai risultati che vedono la Juventus già virtualmente qualificata e le altre, chi più e chi meno ancora in bilico per ottenere il pass verso le sfide a eliminazione diretta, è il piglio mostrato da tutte e quattro le nostre squadre a poter indurre ad un ottimismo finalmente poggiato su qualche solida base. Prendiamo l'ultimo turno: in due stadi mitici, in cui negli scorsi anni ci si è sempre avvicinati con timore, l'Old Trafford e il Parco dei
Principi, Juventus e Napoli sono andate spavaldamente ad imporre il loro gioco annichilendo per ampi tratti delle partite Manchester United e Psg. Il risultato alla fine è stato diverso perché, mentre la squadra di Allegri ha visto infrangersi sul palo il tiro di Pogba che avrebbe dato un pareggio immeritato agli uomini di Mourinho, i ragazzi di Ancelotti sono stati beffati in pieno recupero dalla prodezza di Di Maria che tiene ancora in bilico la qualificazione del Napoli e dei parigini arrivati mercoledì sera ad un passo dal baratro dell'eliminazione virtuale.

Ma risultati a parte bianconeri e azzurri, e anche Inter e Roma, si stanno costruendo un cammino convincente proprio sul piano del gioco e del coraggio con cui si affrontano le
avversarie europee con la voglia di giocarsi le partite sfruttando le nostre capacità tattiche e di conoscenze calcistiche. Su questo solco si è inserita splendidamente anche la Lazio che in Europa League è andata ad espugnare il Velodrome di Marsiglia, mentre l'unica a deludere è stato il Milan che, forse ancora sotto choc per il derby perso in extremis ha ceduto a San Siro al Betis Siviglia. La squadra di Gattuso ci offe il destro  per parlare del campionato che torna oggi dopo le Coppe. Per i rossoneri, e soprattutto per il loro allenatore, la non facile sfida di domani contro la Sampdoria a San Siro ha il sapore di un esame da dover superare a tutti i costi. Ufficialmente Ringhio non è in discussione
ma certo un'eventuale terza sconfitta in sette giorni darebbe fiato ai tanti detrattori che il tecnico ha anche dalle parti di Milanello e aprirebbe le porte della successione a uno dei  tanti pretendenti con in pole position un altro ex rossonero come Roberto Donadoni.

Oggi invece tornerà in campo la Juventus che va a Empoli dove la bella squadra di Andreazzoli si troverà ad affrontare la più classica delle mission impossibile. Difficile pensare che chi ha messo sotto in quel  modo il Manchester United a casa sua possa
patire le insidie del Castellani. Tuttavia le distrazioni mostrate nell'ultima gara di campionato che il Genoa ha sfruttato per portare via un pari dallo Stadium, sono un monito che Allegri ripeterà come un mantra a Ronaldo e compagni per annullare anche quell'1% di possibilità che è comunque giusto concedere ai toscani. Le sfide principali della giornata si giocheranno però domani sera al San Paolo e lunedì all'Olimpico. A Fuorigrotta andrà in scena un Napoli-Roma importantissimo per entrambe le squadre che in campionato stanno vivendo momenti opposti. Ancelotti, che in soli tre mesi è riuscito a rendere meno lancinante l'addio di Sarri ai tifosi  napoletani, sta viaggiando col vento in poppa mettendo in campo tutte quelle doti di condottiero esperto e navigato che lo hanno reso uno  dei primi tre allenatori del mondo. Viceversa Di Francesco pur andando bene in Champions League sta conoscendo in campionato un cammino accidentato di cui troppo spesso viene considerato responsabile da chi  preferisce sorvolare sulle carenze di una rosa forse troppo indebolita anche sul piano della personalità dalle partenze di Allison, Nainggolan e Strootman. La sfida resta comunque abbastanza incerta anche perché negli ultimi anni i giallorossi hanno al San Paolo una tradizione piuttosto  positiva.

Lunedì invece all'Olimpico andrà in scena Lazio-Inter in una partita molto importante nella corsa ai posti Champions. In questo senso credo che Simone Inzaghi aspetti da maggio scorso questo match con la rabbia di chi vuol prendersi la rivincita rispetto all'ultimo confronto che nei minuti finali, prima col rigore causato da De Vrij e poi con il gol di Vecino, segnò la beffa atroce per i biancocelesti che si videro sfuggire una qualificazione Champions ampiamente meritata per tutto il campionato. Se quel risultato fosse stato diverso sarebbe probabilmente cambiato il destino dell'Inter e dello stesso Spalletti cui però va dato il merito di aver costruito su quella sofferta vittoria un'Inter solida che anche in questa stagione sta dimostrando di non mollare mai e di crederci sempre, come ha fatto anche domenica scorsa con la vittoria all'ultimo respiro nel derby, un altro risultato che può cambiare verso a una stagione.

Enrico Varriale

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome