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Avanti fino al 2021. Poi, ognuno si regolerà come gli pare. Italia compresa. Lo ha deciso il Parlamento europeo, accogliendo le istanze del "fronte del Nord", i paesi dell'Europa settentrionale che da tempo si battevano per la cancellazione dell'ora legale. Per il momento non se ne parla, fino al 2021 si continuerà a spostare tutti insieme le lancette un'ora avanti l'ultima domenica di marzo. Poi, però, ognuno farà come meglio crede.

Da parte dei deputati europei solo una generica raccomandazione ai paesi dell'Unione Europea e alla Commissione perché coordinino le loro decisioni, in modo da garantire che l'applicazione del sistema orario in alcuni paesi non perturbi il mercato interno del Vecchio Continente. Raccomandazioni, appunto, con la possibilità di rinviare l'applicazione della direttiva di altri 12 mesi, quindi fino al 2022.

Di fatto, i paesi del Nord non applicheranno più l'ora legale mentre quelli del Sud - Italia, Spagna, Portogallo, Grecia - dovrebbero continuare ad adottarla. Domenica 31 marzo, in ogni caso, nessun dubbio: bisognerà spostare avanti le lancette. Tutti insieme, per la terzultima volta.

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