All'inizio ci fu l'obiettivo unico dell'indipendenza padana, benedetta da Gianfanco Miglio che ci mette la sua idea di federalismo. Con i nemici che per Bossi erano, ad esempio, Ciriaco De Mita e i falsi invalidi campani o Bettino Craxi, rifugiatosi ad Hammamet. E poi lo slogan era 'lontani da Roma e vicini all'Europa".

Dopo 35 anni esatti la Lega del Senatur è adesso saldamente in mano a Matteo Salvini, nuovo capo indiscusso, ora Capitano. Vicepremier che parte dalla Capitale per dare l'assalto a Bruxelles, il prossimo 26 maggio. Riavvolgendo il nastro, per tornare al 12 aprile del 1984, furono un editore, una maestra elementare, un rappresentante di commercio, un commerciante, un odontotecnico e un architetto a dare vita alla Lega, il partito più longevo del Parlamento italiano. Umberto Bossi, che era l'editore, quella che sarà sua moglie, Manuela Marrone, la maestra elementare, Marino Moroni, Pierangelo Brivio, Emilio Sogliaghi e Giuseppe Leoni, cliente del notaio Bellorini di Varese, registravano l'associazione 'Lega Lombarda Autonomista', che poi si unirà alla Liga Veneta e alla Lega Piemont, creando la Lega Nord.

Fu Bossi a scrivere di proprio pugno lo statuto federalista-autonomista, scegliendo poi il simbolo di Alberto da Giussano per il movimento. Nel frattempo Umberto gira con una vecchia Citroen il nord. Secchielli di colla, vernice e tanti slogan da attaccare ai muri. 'No al colonialismo terrone', 'Fratelli sul libero suol', 'Basta con le rapine del fisco', 'Alt all'invio di mafiosi in Lombardia', 'Al Nord giudici del Nord'. Proselitismo che dà i suoi frutti: Bossi arriva nell''87 in Senato. Il suo diventa, di colpo, il quarto partito della Repubblica.

"Ora - chiese in tv, magro, coi capelli ricci, l'uomo che diventava il Senatùr - vogliamo che i posti di lavoro vengano assegnati dando la precedenza ai residenti in Lombardia da almeno cinque anni". Poi l'impegno "all'abolizione del soggiorno obbligato e la lotta alla mafia". Bossi sarà la guida della Lega nord, per tanti anni, fino al 2012. Poi guai giudiziari, la salute, e l'ascesa di Matteo Salvini lo costringeranno in disparte. Dopo 35 anni, il partito nato nel Varesotto è il primo (virtuale) del paese, ha un leader con milioni di follower sui social. E' al governo del Paese. Pronto alla sfida contro i nemici di oggi: le lobbies di Bruxelles che 'attentano' alla sovranità del tricolore, che prova a sostituire il vecchio Alberto da Giussano.

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