Montevideo, sede disagiata?

Neanche un mese fa il sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo, nel corso di un incontro
alla Casa degli italiani, aveva affermato che si era riusciti a far considerare Montevideo e l'Uruguay come una "sede disagiata". Come lo sono già da anni Buenos Aires e l'Argentina, Santiago del Cile, Brasilia o Panama. La realtà dei fatti però dice un’altra cosa: che tutto questo non sarà possibile per quel che concerne l'Uruguay. Per una semplice ragione: mancano i soldi, dicono fonti ben informate della Farnesina. Merlo continuando nelle sue promesse, molto elettorali come il governo che lo sostiene, aveva addirittura aggiunto "così nella Capitale della nazione sudamericana ci potranno essere nuove assunzioni come aveva stabilito il programma del precedente governo Gentiloni".
Nuove assunzioni? Ma dove? Forse le parole del sottosegretario dovevano servire come un tentativo per placare le polemiche in merito alla decisione di trovare quanto prima un nuovo ufficio da affittare che possa affiancare la sede del consolato. E proprio in questa fantomatica nuova location (che sarebbe poi provvisoria) dovrebbero così trovare posto i nuovi assunti appunto grazie alla classificazione di Montevideo come sede disagiata. Purtroppo questa dicitura non porterà alcun soldo, né assunzioni non essendoci, ci confermano dalla Farnesina, la disponibilità economica. Che però sembra esserci - stranamente - in un periodo caratterizzato da tagli lacrime e sangue per l’affitto di un nuovo ufficio... Ma davvero c’è la necessità di arrivare a questa soluzione quando poi i servizi più richiesti (passaporti e cittadinanza su tutti) resteranno comunque appannaggio dell’Ambasciata? Cosa si vuol nascondere dietro questa decisione? Quali interessi e quali prebende si nascondono? Il dibattito è aperto, ma la sensazione che si ha è che si tratti di uno spreco di soldi. Tanti soldoni...
Di certo l’Ambasciata è alla frenetica ricerca di questa nuova location...
Di notizie però ne arrivano ben poche, come per esempio quanti soldi sono stati stanziati o quali sono le funzioni che dovrebbe ricoprire???
Ma torniamo alla questione di 'Paese disagiato'. Se le metropoli e i relativi Paesi sopra citati realmente godono di contributi economici, non si può dire lo stesso di Montevideo. Dunque, nessuno avrà più voglia e interesse di venire a lavorare in Uruguay, con la nostra città che avrà solo la brutta nomea appunto di "città disagiata"...
Ma perché questi politici e anche qualche diplomatico continuano a raccontare frottole e a promettere cose che non potranno mai mantenere? Davvero credono che le collettività italiane nel mondo sono così ignoranti e "farlocche"?

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