Per la prima volta è stata celebrata anche a Tunisi la Giornata della ricerca italiana nel mondo. Lunedì si è tenuto un importante evento presso la Residenza d'Italia alla presenza dell'ambasciatore Lorenzo Fanara, del Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) Massimo Inguscio, del ministro tunisino dell'Insegnamento superiore e della ricerca scientifica Slim Khalbous e di ricercatori di entrambi i paesi.

Tra i temi trattati quello dei mutamenti ambientali e climatici provocati dall’uomo, in particolar modo sull'ambiente marino.

"L’impegno degli Istituti del Cnr è da tempo dedicato a progetti di monitoraggio ambientale di nano, micro e macro plastiche, allo sviluppo di metodologie innovative per la detection ambientale, ad azioni di ricerca per verificare gli effetti sull’ecosistema marino e sull’uomo di questi inquinanti e a progetti per lo sviluppo di nuove tecnologie di cleaning smart. Fra questi, il progetto Claim che prevede il recupero energetico dalla plastica rinvenuta in mare mediante un innovativo sistema di pirolizzazione sviluppato da un’azienda italiana e il progetto BLUMed, volto a garantire uno sviluppo sostenibile nel Mediterraneo" ha spiegato Inguscio.

"Questa è la prima volta che la Giornata della ricerca italiana nel mondo viene celebrata in Tunisia", ha spiegato l’ambasciatore Fanara. "L’Italia e la Tunisia condividono un identico ecosistema, quello mediterraneo, e quindi anche una storia e un futuro che ci accomunano. La presenza del presidente del Cnr ci ricorda del rapporto, ormai di lungo corso, tra la comunità scientifica italiana e quella tunisina. Questa giornata non rappresenta solo un’occasione per festeggiare il talento scientifico italiano nel mondo, ma è anche un nobile modo per sostenere il principio della libertà di critica e di ricerca contro ogni forma di fanatismo e di irresponsabile comportamento nei confronti del nostro pianeta".

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