L'avvocato Katherine Martinez

È stato lanciato un sos per salvare una trentina di bambini venezuelani che hanno l'assoluta necessità di essere sottoposto a trapianto di midollo osseo fuori al Paese: ma adesso non è più possibile a causa della sospensione di un programma di aiuti governativi.

"Nel 2018 - ecco la denuncia dell'avvocato Katherine Martinez che rappresenta la ONG Prepara Familia - questo tipo di accordo è stato sospeso a causa di debiti e arretrati accumulati dal governo venezuelano. Parliamo di circa 30 bambini che hanno bisogno di essere sottoposto a trapianto, 20 dei quali con urgenza". L'accordo a cui si riferisce l'avvocato Martinez fu stipulato nel 2006 tra Italia e Venezuela, ideato per quei bambini affetti da leucemia e altre malattie che non avevano un donatore. I piccoli malati erano così inseriti nei programmi della Fondazione per il Trapianto di Midollo Osseo con un finanziamento della impresa petrolifera statale PDVSA, che però ora la compagnia non offre più, motivando questa decisione con l'embargo promosso dagli Stati Uniti.

Ma Carlos Trapani, coordinatore di un'altra ONG, Cecodap, che difende i diritti dei bambini, ha affermato che non si tratta di una novità e che non c'entra l'azione intrapresa dagli Stati Uniti nei confronti del Venezuela. Una situazione difficile e in lista di attesa ci sono pazienti dell'ospedale per bambini 'J.M. de los Rios' di Caracas, affetti da diversi generi di anemia, talassemia e differenti tipi di leucemia. Per effetto della mancanza di trapianti e di farmaci, i bambini devono essere sottoposto a trasfusioni di sangue, che a loro volta generano altre complicazioni, primo fra tutti l'accumulo di ferro che si può trattare con farmaci che da anni sono scomparsi dal Venezuela.

Questi gravissimi problemi si sommano poi agli ormai ricorrenti black-out che colpiscono il Paese, con l'interruzione dei test medici e dei servizi forniti dai laboratori pubblici. Di fronte a questi gravissimi problemi, che mettono a repentaglio la vita di piccoli pazienti, la risposta del presidente Nicolas Maduro è sempre la stessa: colpevolizza gli Stati Uniti per le sanzioni che sono state imposte al Venezuela.

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