Ciriaco De Mita

Pensione? Macché. Accudire i nipoti? Assolutamente no. Nonostante i suoi 91 anni, una vecchia conoscenza della politica italiana ha deciso di tornare in campo. Come? Ricandidandosi nelle prossime amministrative a sindaco della sua Nusco con i Popolari, la cittadina in provincia di Avellino che gli ha dato i natali il 2 febbraio del 1928.

Lui, Ciriaco De Mita, nel corso di un’intervista rilasciata ad alcuni quotidiani italiani ha spiegato che è rimasto "stordito dalla stupidità in politica. Si insegue l’evento senza comprenderne le ragioni". Quando invece "la politica deve fare la diagnosi e trovare la cura". Insomma, per il politico campano viviamo un vero "squallore" e tutto questo "mi sollecita e sollecita tutti a non rimanere chiusi in se stessi". Alle prossime elezioni, se la vedrà con un "gruppo che mi avversa". Per De Mita sono ragazzi anche simpatici, "ma senza idee. Era già cominciata una campagna elettorale fondata sulla mia scomparsa, quasi che la partita si giocasse sull'età e non sulla forza del pensiero".

In generale, nel mirino dell'ex presidente del Consiglio, il governo gialloverde, il cui operato non gli è piaciuto proprio per niente e vederlo all’opera gli ha fatto venire voglia quindi di poter dire ancora la sua. "Viviamo tempi duri. La stessa Europa è in crisi". Una picconatura anche sulla democrazia rappresentativa di oggi, anch’essa in crisi e dunque "le parole non hanno più senso, ora è in atto un veloce processo di dissoluzione". Per De Mita oggi come oggi bisogna evitare di arrivare al precipizio, tipo arrivare a una svolta autoritaria: "I tiranni non sono mai arrivati per un loro desiderio, ma sono la conseguenza della stupidità delle persone".

De Mita non ha risparmiato per nulla critiche ai due leader dell’esecutivo gialloverde, a partire dal numero uno della Lega, Matteo Salvini: "Ha un corpo voluminoso, ma un pensiero assente". Occhio, però, perché per De Mita è comunque un uomo "furbo".

E il suo pensiero su Luigi Di Maio. Il ragionamento dell’ex democristiano ha abbracciato l’intero MoVimento 5 Stelle, definito "senza futuro" e comunque sulla via della sparizione. In generale, "Di Maio punta sul reddito di cittadinanza, che fu inventato in Germania, ma era legato al processo produttivo dell'economia. Da noi è stato scelto il sussidio come forma di vita. I 5 Stelle danno l'obolo al Sud, Salvini protegge gli imprenditori al Nord". E poi "passano il tempo a litigare tutelando interessi di parte, manca una politica che guardi al benessere collettivo in una visione generale. È uno scontro da teatro, senza la soluzione dei problemi".

E il presidente del Consiglio Giuseppe Conte? Per De Mita è praticamente nullo, visto che quelli che contano davvero sono Salvini e Di Maio.

Un pensiero anche per il nuovo segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti, una persona "simpatica sul piano umano", ma che difficilmente, ora come ora, potrà fare più di tanto perché "il Pd non può diventare classe dirigente santificando il passato, piuttosto sforzandosi di capire come si governa il futuro".

Per par condicio, un punto lo ha fatto anche sul leader di Forza Italia Silvio Berlusconi che per De Mita è un problema "che si estingue da solo".

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