Juan Raso

Ho appena visto un film francese in aereo che parla di questioni del mondo del lavoro d’oggi. Quindi argomenti che mi interessano e mi attraggono specialmente. La concorrenza e la produttivitá sono mete di ogni impresa moderna e i piú competenti studiano le migliori strategie per invogliare al personale a lavorare di piú, a farlo con piú entusiasmo, a vivere immersi in ció che oggi si chiama "la cultura d’impresa", cioé un insieme di idee e sensazioni che pretendono che il lavoratore giochi nella sua azienda con uno spirito da giocatore di calcio. Ogni impresa che si rispetta ha degli obiettivi precisi, che si definiscono nell’espressione "Missione, Visione & Valori".

Tanto per capirci la "missione" é l’obiettivo principale dell’impresa, che rappresenta il punto di riferimento di ogni sua azione e decisione, dal direttore generale all’ultimo degli impiegati. La visione é invece il quadro di riferimento della tabella di marcia aziendale, che guida i diversi aspetti concreti dell’attivitá dei lavoratori e si riferisce alle competenze che devono avere i dipendenti, la responsabilitá che devono mostrare in ogni occasione, la capacitá di massimizzare il rendimento per essere copartecipi di un'organizzazione efficace e dinamica. Finamente i "valori" hanno a che vedere con una serie di caratteristiche etiche e personali che devono avere tutti i dipendenti: uno spirito di collaborazione intenso, integritá, autenticitá, responsabilitá, passione e via di seguito. Come organizzare queste tre emblemi di ogni azienda che si rispetta - "missione, visione e valori" - é quello che molti di noi insegniamo nelle Universitá, per aggiornare il piú possibile le aziende, che vogliono allinearsi nel mercato globale.

Ma ritorniamo al film, che ho visto in aereo: "Un homme pressé", che dovrebbe tradursi per "Un uomo sotto pressione", ma che in italiano si intitola "Parlami di te". È una produzione francese del regista Hervé Mimran, interpretata da Fabrice Luchini. Il film é ispirato a una storia vera, che potrebbe essere la storia di qualsiasi dei protagonisti del mondo della super-produttivitá aziendale. Alain é il CEO (Chief Executive Officer) - cosí si chiamano oggi i Direttori Generali - di una grande azienza, fanatico di insegnare ai propri lavoratori le tecniche piú moderne di risorse umane. È un uomo d’affari serio e impegnato - forse piú del necessario - ed usa della sua brillante dote di oratore per stimolare a tutti a lavorare nei tempi piú rapidi ed efficenti possibili. La sua vita e le sue convinzioni sull’importanza delle risorse umane, non gli consentono di avere nessuno spazio di riposo nella vita familiare. Una distrazione sarebbe semplicemebte un errore nelle sue stragegie di lavoro.

Alain un giorno viene colpito da un "ictus" che - ancora cinquantenne - interrompe la sua carriera e gli fa perdere quella capacitá oratoria straordinaria con cui convinceva i suoi colleghi e i suoi dipendenti. Ora strascica molte parole, altre le confonde, mentre é colpito anche da una una perdita della memoria. Il sistema produttivo non puó accettare una persona cosí e quindi verrá licenziato e allontanato dalla vita appassionata che lo pressionava sul lavoro. Il film, che potrebbe scivolare verso la critica sociale amara, si riprende in una commedia in cui Alain si incontra con Jeanne, una giovane logopedista, che con gran impegno, cercherá di aiutare Alain a ricostruire la sua vita. Vale la pena vedere il film (non so quando sará sugli schermi uruguaiani) anche per capire quanto male può fare la frenetica corsa in cui tutti siamo impegnati per raggiungere il successo. Sembriamo ogni volta di piú atleti olimpici impegnati in una una corsa ad ostacoli, ma attenti che possiamo anche inciampare e cadere. Vogliamo fare di piú, mettiamo pressione agli altri perché raggiungano ritmi vertiginosi sul lavoro, ma poi se cadiamo, é molto poco quello che possiamo fare.

Come nel Goethe di Faust, molte volte il successo é espressione di un patto con il diavolo. Prima o poi, la pressione delle circostanze ci potrebbe inviare all’ultimo inferno. Lavorare é bene, ma arrovellarsi su come lavorare di più e con maggior rapiditá potrebbe alla fine farci pagare un alto prezzo. Attenzione quindi alla missione, alla visione e ai valori...

JUAN RASO

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