Il rischio è evidente. A pochi giorni dal 2 giugno, non c’è ancora nessuna informazione ufficiale sulla Festa della Repubblica italiana in Uruguay oltre al ricevimento privato organizzato dall’Ambasciata e chiuso al pubblico. "Non c’è nessuna novità" si limita a dire mercoledì mattina a Gente d’Italia Alessandro Maggi, il presidente del Comites, il Comitato degli Italiani all’Estero di Montevideo.

A meno di clamorosi ripensamenti dell’ultimo momento, lo scenario più plausibile, dunque, è che questo 2019 resti per gli italiani senza alcuna celebrazione per la festa nazionale. Ancora più strano se si pensa che lo scorso 25 aprile qualcosa è stato fatto alla Casa degli Italiani. Ma come, il 25 aprile sì e il 2 giugno invece no? Tutto questo non è una sorpresa, anzi, riflette bene la situazione di agonia che si è venuta a creare. Le premesse di arrivare a questo ennesimo disastro erano ampiamente date e chiamano in causa l’organismo che dovrebbe rappresentare la collettività italiana, diviso ormai da troppo tempo in una lotta cieca tra diverse fazioni.

Lo stesso presidente lo aveva fatto capire nella sua intervista a Gente d’Italia a inizio anno. "Prima di parlare di progetti, bisogna capire se nel Comites esiste la volontà di andare avanti" aveva detto in quella occasione. Il tempo passa ma risposte chiare ancora non se ne vedono: che senso ha la presenza di un organismo diventato praticamente inutile capace anche di privare gli italiani della festa nazionale più importante? E l’Ambasciata in tutto questo cosa ha fatto? Ci si sarebbe aspettati un richiamo all’ordine, un intervento urgente per dare ai connazionali la possibilità di celebrare degnamente la festa come è sempre stato fatto in questo Paese. Qui tutto invece tace. L’ultimo fallimento delle istituzioni italiane in Uruguay si porta via anche questo 2 giugno.

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