Il Grande Teatro Lirico José Auncion Flores, gremito in ogni ordine di posti nella sua capacità massima di 1500 persone ha sancito, il successo della prima mondiale dell’Opera "Oceano", del compositore italiano Girolamo Deraco, con libretto di Giuseppe Nicolò. L’opera è liberamente ispirata al romanzo "Sull’Oceano", di Edmondo de Amicis, e narra il viaggio verso il Sud America di un gruppo di emigranti italiani alla fine del secolo XIX. Si tratta di un progetto, ideato e commissionato dall’Ambasciata d’Italia in Paraguay, in cui si celebra l’epopea dell’emigrazione italiana in Sud America.

La docu-opera è stata realizzata dall’Ambasciata d’Italia in collaborazione con il Centro Culturale della Repubblica del Paraguay "El Cabildo" e ha visto l’ampio coinvolgimento delle collettività italiane in Paraguay, che sono state invitate a fornire materiale fotografico sui propri antenati. Le foto sono state proiettate durante l’Ouverture, emozionando fin dall’inizio molti spettatori. Lo spettacolo, dalla trama drammatica e avvincente, ha profondamente emozionato il pubblico, specie quello di origine italiana, che, tramite la musica coinvolgente e maestosa di Deraco, ha ristabilito una connessione profonda con la patria di origine. D

opo lo spettacolo, gli spettatori, dopo avere tributato una lunga standing ovation agli artisti, li hanno attesi a lungo all’uscita del Teatro per abbracciarli e congratularsi con loro. Un omaggio alle migrazioni italiane e al Paraguay i cui interpreti principali sono stati il tenore José Mongelós, il baritono Mathias Barranco, la soprano Alejandra Meza e il coro di Asunción Lírica, preparato dalla Professoressa Kathryn Kasper. Il Maestro Diego Sánchez Haase, ha diretto l’Orquesta Sinfónica del Congreso Nacional, i cui membri sono stati, per l’occasione, anche loro vestiti con costumi d’epoca. I bambini della scuole italiana Dante Alighieri sono stati applauditissimi come comparse e membri del coro.

Un evento dunque – rileva la nota – che ha convinto per l’alta qualità artistica e musicale e che è andato dritto al cuore di molti italo-paraguaiani, che hanno rivissuto le peripezie e le avventure che fondano le loro storie familiari. Un dovuto riconoscimento alle nostre collettività, che tanto hanno contribuito allo sviluppo dei Paesi in cui sono emigrate, senza mai dimenticare, come si è visto ieri sera negli occhi commossi di tanti italo-paraguaiani, la madrepatria, oggetto sempre di nostalgia e grande ammirazione.

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