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E’ il momento di Lina Wertmüller. In attesa dell’Oscar alla carriera, la regista ha ricevuto il premio "Genio ed Eccellenza Italiana nel Mondo" nell'aula del Senato per un giorno stracolmo, non di urlanti rappresentanti politici, ma di uomini e donne del cinema italiano.

La regista, elegante in un completo nero e con gli immancabili occhiali bianchi, al suo ingresso in aula è stata accolta da un'ovazione. "Una donna e un'artista straordinaria che ci ha fatto ridere e sorridere, piangere e pensare, sempre con l'originalità e la fantasia che ne hanno caratterizzato l'intera produzione culturale": così ha detto il Presidente del Senato Elisabetta Casellati nel corso della cerimonia a Palazzo Madama, sesto appuntamento della rassegna "Senato&Cultura". "Oggi - ha aggiunto il Presidente Casellati - abbiamo voluto rendere omaggio al cinema italiano, ai protagonisti di oggi e di domani, a quella straordinaria espressione artistica che ha sempre accompagnato la storia del nostro Paese".

L'evento, al quale hanno partecipato professori e studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia, è stato un tributo alle opere di Lina Wertmüller, la cui vita artistica e i successi sono stati raccontati prima da un video a cura di Rai Cultura e poi dalle coreografie tratte dai suoi film più famosi e portate in scena nell'emiciclo a Palazzo Madama dagli allievi e dagli attori del Centro Sperimentale di Cinematografia. A ripercorrere la carriera della regista sono intervenuti quindi Francesca Archibugi, Liliana Cavani, Cristina Comencini, Riccardo Scamarcio e Lina Sastri che le ha dedicato un omaggio musicale. "E’ un'emozione e un onore, che devo dire, mi fa molto piacere": con queste poche parole, accompagnate da un gran sorriso, Lina Wertmüller ha ringraziato per il premio "Genio ed Eccellenza Italiana nel Mondo.

"Grazie per l'opportunità di omaggiare Lina Wertmuller, che forse meglio di chiunque altro ha raccontato, attraverso il paradosso, l'umanità degli italiani - ha detto Scamarcio -. Io l'ho conosciuta a 19 anni al Centro sperimentale ed è stata una mia insegnante. Per me era un mito. Lei ci faceva lezione alla fine della giornata, e io, facendo il vago, mi facevo trovare per caso vicino alla sua macchina. Le avevo detto, anche se non era vero, che abitavo vicino Piazza del Popolo, perché sapevo che lì abitava lei, così Lina spesso mi offriva un passaggio. Grazie a questo piccolo sotterfugio ho avuto l'opportunità di parlarle, di ascoltare i suoi aneddoti. Mi dispiace se ho mentito – ha aggiunto l’attore sorridendo - ma quei passaggi sono stati fondamentali anche per decidere come impostare la mia carriera. Grazie, Lina, ti voglio bene, sei grande".

Per Francesca Archibugi "Lina è talmente unica che non influisce su nessuno, nel senso che è inimitabile. Fa dei film molto personali che riescono a essere popolari e questo è qualcosa di molto raro". Lina Wertmuller "ha rappresentato l'Italia più di me con le sue storie e i suoi personaggi - dice l'altra regista pioniera nel cinema italiano, Liliana Cavani, che è andata ad abbracciare la festeggiata dopo la foto di gruppo finale -. Io non so nemmeno dove si comincia nel fare commedia. Le sue invece sono fatte con grande intelligenza e senso psicologico. I suoi film hanno sempre un significato sociale, ma sanno anche divertire molto, sono spettacolo. Lina in questo è la migliore".

Cristina Comencini, unica cineasta italiana, insieme alla Wertmuller, ad avere ottenuto una candidatura all'Oscar per la migliore regia, ricorda che "in un panorama in cui c'erano solo due registe donne, Lina faceva questo mestiere con grandissima libertà, raccontando quello che voleva come voleva. Con lei e con interpreti come Giannini e Mariangela Melato, una donna e un'attrice straordinaria, Lina ha fatto muovere la commedia, con lei si è rinnovata. E giustamente è arrivata in America e in tutto il mondo. Chapeau, Lina, chapeau".

Lina Wertmüller, 91 anni ad agosto, la prima donna a ricevere la nomination all’Oscar per "Pasqualino Settebellezze" nel 1976, ha firmato grandi opere come "Mimì metallurgico ferito nell’onore", "Film d’amore e d’anarchia – Ovvero Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza", "Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto". La Wertmüller ha esorditosul grande schermo come segretaria di edizione in "E Napoli canta!" di Armando Grottini (1953) e più avanti è aiuto regista e attrice di Federico Fellini nelle pellicole "La dolce vita" (1960) e "8½" (1962). Il suo esordio come regista avviene nel 1963 con "I basilischi", amara e grottesca narrazione della vita di alcuni poveri amici del sud, che le valse la Vela d'argento al Locarno Festival. Nel 1968, celata sotto lo pseudonimo di Nathan Witch, diresse persino un western all'italiana, "Il mio corpo per un poker" con Elsa Martinelli. Nella seconda metà degli anni sessanta nacque la sua collaborazione con l'attore spezzino Giancarlo Giannini, che è presente nei suoi grandi successi "Mimì metallurgico ferito nell'onore" (1972), "Film d'amore e d'anarchia" (1973), "Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto" (1974), "Pasqualino Settebellezze" (1976), "La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia" (1978) e "Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici" (1978).Per "Pasqualino Settebellezze", che ebbe successo anche negli Stati Uniti, la Wertmüller venne candidata a tre Premi Oscar nella cerimonia del 1977. Nel 1983 è l'anno di "Scherzo del destino in agguato dietro l'angolo come un brigante da strada", film che affronta con leggerezza e coraggio il tema del terrorismo. Del 1986 è la prima delle sue rare incursioni nel teatro lirico con la regia della "Carmen" di Georges Bizet, che inaugura la stagione lirica 1986-87 del Teatro di San Carlo di Napoli, ripresa in diretta su Rai 1. Nel 1997 dirige una "Bohème" all'Opera di Atene. La Wertmüller torna dietro la macchina da presa con la serie televisiva "Francesca e Nunziata" nel 2001, con Sophia Loren e Claudia Gerini e il film "Peperoni ripieni e pesci in faccia" nel 2004, sempre con la Loren. Il successivo "Mannaggia alla miseria" (2008, con Gabriella Pession e Sergio Assisi) è trasmesso direttamente in prima serata su Rai 1. Nel 2010 le è conferito il David di Donatello alla carriera. Nel 2013 recita un cameo nel film di Riccardo Milani "Benvenuto Presidente!", nel ruolo di membro dei poteri forti, insieme con il collega Pupi Avati, il critico Steve Della Casa e il giornalista Fabrizio Rondolino. Il 22 dicembre 2015 il sindaco di Napoli Luigi de Magistris le conferisce la cittadinanza onoraria della città.

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