Mi piacerebbe conoscere l’origine del cognome di una bisnonna nata in Uruguay, ma figlia d’italiani. I cognomi di questa famiglia sono Tombolini e De Negri (oppure 'Denegri'). Vi ringrazio per l’attenzione.

Saluti cordiali.

Diego Primavesi

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Caro Diego,

in Italia vivono 206 famiglie che portano il cognome Tombolini, diffuse in 81 comuni e divise nelle regioni Marche 108, Lazio 54, Lombardia 19, Emilia-Romagna 7, Puglia 5, Veneto 5, Campania 2, Toscana 2, ed una in Sicilia, Piemonte, Molise, Liguria. Come vediamo, il cognome Tombolini, raro, è maggiormente diffuso nelle Marche, con ceppi secondari nel romano, dovrebbe derivare da soprannomi dialettali basati sul termine tombola (capitombolo), forse legato ad un episodio capitato ai capostipiti.

Se vogliamo parlare delle famiglie storiche di questo cognome, ne ricordiamo una antica originaria di Trieste, ascritta al patriziato di Venezia nel 1297 alla serrata nel Maggior Consiglio, e della quale non si hanno più notizie dal 1439. Molte famiglie che dimoravano in Venezia appartenevano alla nobiltà. Nel Libro d’Oro della nobiltà veneta e nel Patriziato Veneto dopo la guerra di Candia e la Serrata del Maggior Consiglio del 1646, eventi questi che lasciarono fama immortale pel grande senno politico e virtù cittadine, troviamo illustre questa famiglia. Sulla scorta di antiche cronache esistenti nella Biblioteca Marciana e nell’Archivio di Stato finora inedite, contrariamente a quanto pubblicò il Freschot nella sua Nobiltà Veneta, le opere summenzionate sono imparziali riguardo all’origine di talune famiglie, assunte al patriziato veneto.

La medesima famiglia fu elevata alla nobiltà per ottimi servigi resi alla patria, o per offerte fatte alla Repubblica grazie alle quali vennero ascritti alla veneta nobiltà. Fra i decorati al Valor Militare troviamo nell’Esercito: Armando (1919 Medaglia di Bronzo e 1923 Croce di Guerra al Valor Militare), Federico (1941 Medaglia d’Argento e 1956 Croce di Guerra al Valor Militare), Loris (1949 Medaglia di Bronzo). Nella Marina: Marco (1948 Medaglia di Bronzo), Fra i personaggi di rilievo troviamo Daniele (Loreto, 12 giugno 1961) è un ex arbitro di calcio e personaggio televisivo italiano, giornalista pubblicista, enologo, opinionista sportivo, e Gianluigi Sindaco di Numana dal 2014, oggi riconfermato al suo secondo mandato.

Invece il cognome De Negri (con la sua variante Denegri) potrebbe derivare da una forma patronimica del nomen latino Nigrius oppure da un soprannome legato al colore dei capelli. Tracce di queste cognomizzazioni si trovano nella prima metà del 1500 a Bergamo dove opera il notaio Giovanni Francesco Alfonso fu Marino de Nigris. Il cognome Denigris è tipico dell’area che comprende Campania, Molise, Basilicata e Puglia, con piccoli ceppi anche in Lombardia. In Italia ci sono 288 famiglie De Negri, diffuse in 162 comuni e divise nelle seguenti regioni: Liguria 96, Veneto 56, Piemonte 36, Lombardia 30, Lazio 23, Campania 11, Sardegna 10, Friuli Venezia Giulia 7, Toscana 6, Trentino Alto Adige 4, Emilia-Romagna 4, Marche 3, Sicilia 1, Valle d’Aosta 1.

Una importante famiglia storica è originaria da Oleggio, dove godette sempre di una posizione ragguardevole. Messer Giovanni di Quirico è tra i cinque che nel 1495 sono eletti dagli abitanti di Oleggio per giurare fedeltà a Lodovico Maria Sforza. Michele, nel sec. XVI, esercita la carica di luogotenente dal podestà di Oleggio e fu egli stesso podestà di Marano; per quasi un cinquantennio fu uno dei notai più attivi di Oleggio. Nel sec. XVII Tommaso fonda, in unione col figlio Bernardo, la Domus Pauperum dotandola di largo censo. Questa istituzione doveva provvedere a soccorrere i poveri al loro domicilio per mezzo di un cappellano dell’istituto medesimo e durò fino alla soppressione napoleonica. Allora tutto il patrimonio fu diviso tra la Congregazione di Carità e l’Ospedale dove ancora si conservano i ritratti dei fondatori.

Poi il ramo insignito del titolo di conte si trasferì stabilmente a Milano con Giovanni Paolo sulla fine del sec. XVII, pur continuando ad avere rapporti con Oleggio dove, ancora nel settecento, conservava diritti di giuspatronato. Nel Milanese la famiglia acquistò larghi possessi e si distinse nell’esercizio di cariche pubbliche e nella beneficenza. Gaetano (n. 1779), fu deputato della comunità di Arese; Vincenzo (n. 1819), fu sindaco di Arese per oltre un trentennio; Paolo (n. 1806) e Mons. Giuseppe (n. 1813), continuarono le tradizioni benefiche del padre Gaetano e dell’avo Paolo compiendo a loro spese molte opere di pubblica utilità, come attestano particolari iscrizioni lapidarie nella casa comunale e sulla chiesa parrocchiale. Il predetto mons. Giuseppe appartenne al Capitolo Metropolitano di Milano e fu vicario della diocesi; si segnalò per molte elargizioni a favore di varie istituzioni milanesi e particolarmente a favore delle missioni.

Pier Felice degli Uberti, Presidente Istituto Araldico Genealogico Italiano

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