Equitalia (Depositphotos)

È degno subire per legge, l’inefficienza e perfino l’oppressione di certe istituzioni? E che dire della caratteristica di taluni pubblici ufficiali nostrani che, indossando una semplice divisa, si sentono autorizzati a comportarsi con boriosa autorità? La notizia che segue, realmente accaduta, non rappresenta un episodio sporadico.

Nel 2009, una società edile bergamasca che chiameremo Alfa, fa causa a una società milanese che chiameremo Beta. Lamentando difetti nelle opere eseguite, Beta non paga la relativa fattura emessa da Alfa. Decreto ingiuntivo di Alfa, opposizione di Beta, anni di causa, costi, avvocati, consulenti tecnici e via di questo patologico passo. Nel 2012, il tribunale dà ragione ad Alfa, riconoscendole un credito di oltre 50mila euro.

A questo punto, mentre le due società prendono accordi per il pagamento ordinato dalla sentenza, Equitalia-Bergamo pignora il credito. Entrata in difficoltà economica, Alfa aveva accumulato dei debiti tributari di alcune migliaia di Euro, "naturalmente" fertili di interessi. Equitalia, dunque, ordina a Beta di non versare i soldi ad Alfa, ma ad Equitalia stessa. Fin qui, nulla di strano anche se strano, ma c’è dell’altro. Negli anni successivi, Alfa continua a vedersi notificare delle cartelle, come se il pignoramento a Beta non esistesse. Il legale rappresentante di Alfa, per capire se intanto Beta ha pagato, si reca ripetutamente negli uffici di Equitalia-Bergamo che, però, non sa dare alcuna informazione. A questo punto, il legale rappresentante chiede d’incontrare un responsabile di Equitalia-Bergamo. Lo incontra e dopo due anni dal pignoramento, apprende che la pratica compete all’ufficio di Equitalia-Milano.

Insomma, il pignoramento è stato notificato, ma non si conosce l’esito della procedura. Nel frattempo, la società Alfa viene messa in liquidazione, ma il debito tributario non viene decurtato, nonostante il credito pignorato a Beta. A fine giugno 2019, il legale rappresentante di Alfa si reca ancora presso Equitalia-Bergamo, intanto divenuta Agenzia delle Entrate Servizi di Riscossione e apprende che occorre avviare una ricerca laboriosa perché la situazione è "un po’ complicata". Compilato e consegnato il modulo d’avvio ricerca, pur mancando notizie ufficiali, si sente ipotizzare che Equitalia-Milano potrebbe anche non aver ricuperato il credito.

Gli viene comunque detto d’inserire l’indirizzo di posta elettronica nel modulo perché, entro due giorni, riceverà il punto della situazione. A tutt’oggi, non è stato comunicato niente; dunque, viene spontaneo chiedersi se i giorni dell’Agenzia delle Entrate, sono anch’essi di ventiquattro ore. Che Iniquitalia! Non si sa nulla, però i soldi ad Alfa vengono chiesti lo stesso. In sintesi, Equitalia impedisce a un creditore di ricuperare quanto dovuto da un suo debitore; poi, asserendo che si tratti di uffici di città diverse, non dà più notizie; nonostante abbia accesso, per legge, ai dati bancari. Occupandosi di tutto è del contrario di tutto; non sarebbe incoraggiante se i governi decidessero di limitare il dispotismo di certe istituzioni?

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