Sono tempi difficili per l’insegnamento della lingua italiana in Uruguay passata dagli albori di un passato glorioso alla sistematica decadenza del presente. Dalle poche opportunità nell’interno e oltre al clamoroso fallimento della Dante Alighieri, quel poco che resta sono le iniziative private delle singole associazioni, il tutto abbastanza frammentato. Nonostante ciò la voglia di italiano in Uruguay resta sempre molto alta, tanto per i legami storici e culturali come per il puro interesse della richiesta della cittadinanza per matrimonio e la sua nuova normativa che richiede il certificato (abbastanza difficile da ottenere) del livello B1 al momento della presentazione della domanda. L’unico ente rimasto a ricevere il finanziamento dello Stato italiano per questa difficile missione è il Casiu (Centro Assistenza Scolastica Italia Uruguay) che si dedica esclusivamente all’organizzazione dei corsi di lingua nelle scuole elementari uruguaiane ed è gestito da Graciela Zanini.

Questi corsi, ricordiamo, vengono organizzati con la collaborazione del Dipartimento di seconde lingue dell’Anep (Administración Nacional de Educación Pública) e il supporto dell’ufficio scolastico dell’Ambasciata; fanno parte di un accordo tra la stessa Ambasciata e il CEIP (Consejo de Eduación Inicial y Primaria) che va avanti dal 2003 e che viene periodicamente rinnovato. La quantità di tempo effettivo di italiano nelle scuole è decisamente scarso: solo un’ora e mezza a settimana diviso in due lezioni di 45 minuti ciascuno. Per questo grande risultato lo Stato italiano ha sborsato 140mila euro nel 2019 ma per il prossimo anno potrebbe arrivare fino a 185 mila eur oin base alle richieste inviate da Montevideo. Sul funzionamento dello stesso Casiu ha voluto vederci chiaro il Comites, il Comitato degli Italiani all’Estero di Montevideo, chiamato nei giorni scorsi a esprimere un parere sulla domanda del finanziamento per il 2020.

Pur votando positivamente all’unanimità sulla richiesta, alcuni consiglieri dell’organismo di rappresentanza hanno fatto notare delle anomalie nella vita di questa associazione per la mancanza di attività e di democrazia interna come ha affermato Filomena Narducci nel suo intervento: "Da tanto tempo non riceviamo più alcuna informazione, io sono socia del Casiu eppure non sono stata mai informata sulle elezioni interne che devono essere convocate secondo quanto dice lo statuto. Tra l’altro non conosco l’attuale commissione direttiva". Chi c’è allora dentro il Casiu? Al fianco della Zanini siede come vicepresidente Mario Coppetti, lo stesso che era stato eletto con la lista di Aldo Lamorte nel Comites e su cui adesso pende una richiesta di espulsione dato che è assente alle sedute da due anni. Proprio come Lamorte, anche Coppetti fa attivamente politica in Uruguay nelle file del Partido Nacional. Oltre a loro nella direttiva ci sono Roberto Mezzera e il figlio della Zanini.

Tutto regolare? Dal Casiu si giustificano dicendo che la convocazione per le elezioni interne è stato mandato via mail ma diversi soci contattati da Gente d’Italia assicurano di non averne mai saputo niente. "Bisogna riconoscere una cosa" -ha proseguito la Narducci- "ultimamente il Casiu si è decisamente isolato nonostante l’importante responsabilità che ha come unico ente rimasto per diffondere la lingua italiana in Uruguay e per questo finanziato dallo Stato". Un riflessione, questa, condivisa anche dagli altri consiglieri che hanno chiesto a gran voce la "possibilità di fare qualcosa di più" oltre ai corsi nelle scuole vista l’alta domanda di italiano nella società: "L’associazione civile deve avere un ruolo fondamentale nell’organizzazione dei corsi di lingua in tutto il paese e non si può limitare solo ad avere un ruolo burocratico".

Come è stato ricordato, è lo stesso statuto dell’ente che indica di "raccogliere proventi locali per poter realizzare attività" e non vivere solo dei finanziamenti in arrivo dall’Italia. Secondo il consigliere José Mendez "l’insegnamento della lingua italiana in Uruguay è stato sempre centralizzato e ciò rappresenta un grave errore a differenza di altri paesi che hanno portato la loro lingua ad avere una base territoriale. Nella richiesta presentata dal Casiu lo scorso anno avevamo già chiesto che si potesse fare qualcosa di più per portare i corsi nelle aree con una forte discendenza italiana nella popolazione come la zona di Las Piedras e il dipartimento di Canelones". Lo stesso Mendez e il collega Domingo Cairello sono stati scelti dal Comites per creare una commissione interna che studierà insieme al Casiu possibili iniziative per dare maggiore diffusione ai corsi di italiano in tutto il paese".

Matteo Forciniti

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