Merlo e Cario

Lo diciamo chiaramente. Questo pezzo che vi accingerete a leggere lo avevamo pronto già da ieri. Perché conosciamo un po’ come va la vita, sappiamo la voracità della politica e, in questo caso, il modus operandi del Maie. Prima, però, un indovinello per i lettori.

Secondo voi ieri al Senato i due rappresentanti del Movimento associativo degli italiani all’estero avranno votato a favore della fiducia al governo Conte-bis oppure contro? Si saranno opposti a questa strana alleanza tra Partito democratico e MoVimento 5 Stelle oppure avranno sposato la causa di Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio? Avete trovato la risposta? Per darvi un aiutino, vi diciamo che anche loro… tengono famiglia.

Bene, allora probabilmente avete capito. La risposta è sì, i senatori Ricardo Merlo e Adriano Cario hanno dato la fiducia all’esecutivo giallo-rosso (lunedì alla Camera i tre deputati del Maie che hanno votato la fiducia sono stati invece Mario Alejandro Borghese, Andrea Cecconi e Antonio Tasso). Onestamente non ci aspettavamo nulla di diverso da quanto successo, perché chi ricopre un ruolo di potere ha piacere a tenerselo stretto, questo potere. Chiaro è che se avessero votato come un Centrodestra qualsiasi, sarebbero stati additati come ‘traditori’ e quindi avrebbero perso qualsiasi speranza di ricoprire cariche di prestigio.

Per esempio, Merlo nel precedente esecutivo, quello composto da Lega e MoVimento, è stato nominato Sottosegretario al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Insomma, mica pizza e fichi, permetteteci di dire. Una carica, in questo momento, decaduta. Ma dopo aver ottenuto la fiducia prima alla Camera e poi ieri al Senato, è evidente che i prossimi passi che il governo effettuerà saranno quelli legati alle varie cariche da ricoprire, a partire appunto dai sottosegretari. Insomma, è abbastanza evidente che Merlo punti ancora a questo incarico prestigioso. Una poltrona, forse la sua speranza, se non per sempre può risultare sempre molto utile in base alla necessità del momento. Fa niente se poi il Conte II è nato tra un accordo alquanto bislacco tra la galassia pentastellata e il Pd, due realtà a lui di certo non vicine come pensiero politico. Ma tant’è. Una giravolta e passa la paura.

Peccato, perché sia Merlo che Cario potevano prendersi grande dignità non dando la fiducia a questo esecutivo o almeno astenendosi dal dare preferenze. Un po’ come hanno fatto, per esempio, Matteo Richetti del Pd e Gianluca Paragone del M5S, due dissidenti che si sono schierati contro il connubio tra i due partiti e che di certo non avranno ora vita facile nei propri schieramenti, ma l’onore delle armi sì. Vedremo adesso come andrà a finire per Merlo e Cario. Riuscirà il presidente del Maie dunque a bissare il tutto? Difficile saperlo oggi, ma non ci dimentichiamo quanto dichiarato da Zingaretti: "C’è bisogno di discontinuità in questo nuovo governo". Sarà così? Noi vi terremo aggiornati su quanto accadrà, statene certi. Intanto… buona poltrona a tutti… per la dignità c’è tempo…

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