Lukaku (Depositphotos)

Negri vil razza inferiore. Mettere in fila e annodare episodi sparsi qua e là per l’Italia in un solo giorno, la materia di cui son fatti è quel pensiero là: negri vil razza inferiore.

Palermo, un milanese di 70 anni si diverte e si compiace nello spiegare agli ospiti e gestori e lavoratori del B&B dove alloggia come equalmente i bianchi di pelle (meglio se del Nord) siano superiori agli scuri di pelle. Lo fa a beneficio della ragazza di colore che lavora lì, ma anche a uso e consumo dei meridionali tutti. Lo sopportano un po’ poi lo cacciano dal B&B. Padroni, lavoratori e clienti concordi lo accompagnano fuori. Probabilmente non ha ancora capito perché e non lo capirà mai.

A lui appare ovvio e naturale, ha detto solo quel che pensa. Magari forse il maturo milanese si deve sentire vittima dei "buonisti". Buonisti che negano l’evidenza, che non si sa che i neri sono inferiori? TeleLombardia, un tale parlando di calcio vuol fare il brillante e quindi gli appare una luminosa idea buttarla giù così: "Per fermare Lukaku o dieci banane o…". Il tale vuol fare ironia, nella sua testa vuole fare complimenti a Lukaku attaccante dell’Inter. E al tale appare ovvio e senza malizia pensare: Lukaku negro, negri sugli alberi, negri più scimmie dei bianchi, Lukaku uguale banane.

Gli fanno notare l’ha fatta fuori dal vaso, al tale non sembra, comunque si scusa, tanto scusarsi non costa nulla al giorno d’oggi. Da TeleLombardia gli comunicano: mai più da questi studi. Anche lui, anche il tale deve star pensando che qui si esagera con la suscettibilità dei neri.

Ostuni, c’è un nero, di sicuro fresco migrante, sdraiato sui gradini di qualcosa. Bene non deve stare. Una consigliera comunale si fa ritrarre accanto allo sdraiato con sottofondo musicale: "se mi lasci non vale". E’ una cosetta così, una trovata per ridere. E che adesso non si può più neanche ridere del nero che forse arriva per lui l’ambulanza? E’ solo un giorno, anzi sono solo tre piccoli petali del grandissimo e sempre più opulento e sgargiante fiore dell’Italia che si sente bianca e pura. E che si sente in diritto di dire come e quando le pare che negri vil razza inferiore. Un’Italia che si sente in dovere di purificare per quel che può l’ambiente, inquinato e invaso da quelli meno bianchi e più del Sud. Un’Italia montante, anzi già montata a proporzioni massicce, che mal sta nell’alternativa e nella narrazione porti chiusi/porti aperti. Un’Italia che se ne frega del fatto che i porti non sono mai stati chiusi all’immigrazione, ne arrivano e ne arrivavano molti di più da soli che sulle navi Ong. E che se ne frega se domani porti aperti ma migranti automaticamente divisi in almeno sei paesi d’Europa.

All’Italia dovrebbe spettare prenderne il dieci per cento, uno su dieci. Ma questa Italia di migranti non ne vuole neanche uno, quelli che ha li ributterebbe a mare e quelli che arrivano li lascerebbe in mare. Magari mandandogli bottigliette d’acqua minerale mentre aspettano di affogare, quel che gli pare purché spariscano. Un’Italia così non è un’Italia di minoranza, gente così è sempre più la regola e sempre meno l’eccezione. Nessuno li convincerà di non essere proprio solo e soltanto brava gente che si fa i fatti suoi e pensa quel che dice e dice quel che pensa, che male c’è?

di LUCIO FERO

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