Oggi sono intervenuta alla Camera nell’ambito della discussione sulla riforma costituzionale detta "Tagliapoltrone", per parlare di alcune criticità, presenti nel testo, inerenti alla circoscrizione Estero:

1) È doveroso ricordare come il rapporto numerico tra eletti ed elettori sia, in questa circoscrizione, palesemente sproporzionato, soprattutto se paragonato a quello delle altre circoscrizioni nazionali; è una cosa ovvia, data la sua peculiarità. Resta il fatto che, in ogni caso, oggi circa sei milioni di italiani sono rappresentati soltanto da 18 parlamentari; da domani, tale già esiguo numero verrà ridotto a 12. Diventa quindi non più rinviabile una riflessione sull’elettorato (destinato fatalmente ad aumentare sempre più nei prossimi anni) e sulla più vasta questione della cittadinanza. Riflessione volta a meglio definire la realtà estremamente eterogenea rappresentata dai milioni di nostri connazionali iscritti all’AIRE, la cui platea andrebbe forse ridotta, rivedendo magari l’attuale ius sanguinis senza limiti generazionali per ottenere la cittadinanza italiana.

2) Un altro punto critico è quello delle ripartizioni: la riforma prevede solo quattro senatori, per quattro ripartizioni numericamente molto diverse tra loro. Non è ammissibile che gli oltre 2,6 milioni di cittadini italiani in Europa abbiano - come i 278.000 della ripartizione Africa Asia Oceania e Antartide - un solo senatore come loro rappresentante. È necessario quindi ridefinire le ripartizioni in aree numericamente simili.

3) È forse giunto il tempo di dare maggior peso politico ai parlamentari della circoscrizione estera, attraverso la creazione di un luogo consultivo in parlamento, una bicamerale permanente sugli italiani all’estero. Auspico che queste problematiche, a seguito dell’approvazione della riforma, vengano presto affrontate e risolte.

ELISA SIRAGUSA

PARLAMENTARE M5S

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