Poco meno di 12.000 euro, tasse escluse, e sarete pronti per essere dei novelli Chiara Ferragni, influencer con tanto di bollo e ceralacca e, se sarete stati bravi, magari anche con lode. È la promessa del nuovo corso di laurea, triennale, per influencer, quello che viene descritto come "un prescrittore, un leader di opinione che può ricevere un compenso finanziario per il suo lavoro". Lui, bontà loro, "può" ricevere un compenso; l’università lo riceverà di certo. E visto che la retta è annua magari anche più ricco dei 12mila citati, grazie ai più lenti. Un corso che nasce in seno alla facoltà di scienze della comunicazione, che di sicuro sa come far cassa. Anni di numero chiuso in facoltà, ad esempio come quella di medicina, e ora, periodicamente, leggiamo allarmi sulla carenza di personale medico. Numero chiuso che è diventato improvvisamente da must ad orpello di cattivo gusto, con il tipico cambio d’umore che caratterizza il nostro Paese.

Eppure, l’ormai politicamente discutibile numero chiuso, una sua valenza e dignità, oltre che utilità, potrebbe averle. Magari per porre un tetto a corsi di laurea che più che ad un percorso di formazione accademica somigliano ad un, anche importantissimo, argomento di conversazione e anche studio. Ma che sono, appunto, cosa diversa dalla formazione accademica. Per non parlare dell’applicazione pratica nel mondo del lavoro, mondo dove una laurea in scienze delle comunicazione già oggi non è esattamente la più richiesta e dove è facile immaginare la faccia di chi su un curriculum leggesse ‘influencer laureato’.

Il nuovo corso di studi, si legge nella brochure della facoltà che l’ha lanciato, fornisce le competenze per "affrontare adeguatamente quello che potremmo definire il nuovo marketing, quello social, ‘influenzale’, che sta progressivamente scalzando il marketing tradizionale" e "ha l’obiettivo di preparare una figura in grado di esercitare la propria attività in maniera professionale, svincolandosi da mancanza di rigore". L’influencer, si legge ancora, "svolge il ruolo di ambasciatore di se stesso e dei marchi che rappresenta". Un’elegante parafarsi che, agli esperti di comunicazione, ricorderà la supercazzola di Tognazzi.

Studiare infatti le dinamiche e le logiche sociali ed economiche, oltre che della comunicazione, che fanno di Chiara Ferragni e di tutti quelli definiti ‘influencer’, è cosa buona e giusta, persino doverosa che affronta e affonda in vari campi del sapere: dall’economia alla sociologia, dalla comunicazione al marketing. Ma qui si propone di studiare per diventare "un leader d’opinione" a tavolino. Al comodo costo di 3.900 euro l’anno. Già, il costo. Come si legge sul sito, la retta annuale è di 3.900 euro, a cui però vanno aggiunti "diritti di prima immatricolazione" (250 euro che si suppongono essere una tantum) e "tasse annuali regionali" (140 euro da pagare ogni 12 mesi). Se dopo questa spesa finirete a condividere foto di gattini con gli amici del liceo, o del corso di laurea, almeno lo farete in grande stile.

Alessandro Camilli

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