Non ci sono prove certe, ma la somiglianza è schiacciante. Il monumento innalzato dallo scultore Pio Fedi al patriota e poeta italiano Giovanni Battista Niccolini a Santa Croce a Firenze ricorda come due gocce d'acque la Statua della Libertà che domina il porto di New York. Una mostra, "Sisters in Liberty", aperta da dopodomani fino al 26 aprile presso il museo dell'immigrazione di Ellis Island celebra una suggestione nell'anno che segna anche il bicentenario della presenza del consolato americano a Firenze. Non ci sono prove certe che Fedi, lo scultore più in vista nella Firenze post-unitaria, e Frédéric Auguste Bartholdi si siano conosciuti. Si sa però che il secondo si recò a Firenze tra 1860 e 1870, prima dunque di metter mano alla monumentale scultura destinata a New York. Il francese potrebbe aver visto disegni e bozzetti del monumento di Fedi, inaugurato a Santa Croce nel 1883, tre anni prima di "Lady Liberty", ma cominciato molti anni prima.

È un po' come per l'invenzione del telefono, opera del genio italiano Antonio Meucci ma attribuita all'americano Alexander Bell? La mostra curata da Giuseppe De Micheli e Paola Vojnovic (Opera di Santa Croce) e da Ann e David Wilkins (Duquesne University Program of Rome) non si sbilancia: ai visitatori decidere se le somiglianze siano il frutto dello spirito dei tempi, degli ideali di democrazia e libertà condivisi attraverso le sponde dell'Atlantico. La statua fiorentina ha viaggiato a New York nella versione quasi a grandezza naturale scannerizzata in 3D dagli esperti della Kent University: una figura femminile con una corona di otto raggi (uno di piu' di "Lady Liberty"), il braccio destro sollevato e nella mano una catena spezzata, mentre il braccio sinistro, abbassato, culmina con una ghirlanda d'alloro, simbolo della poesia.

Simile ma non identica la "cugina" newyorchese che la catena schiacciata col piede, nella destra la fiaccola, nella sinistra la Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti. "È un ponte di idee e arte che lega Firenze e l'Italia con New York e gli Stati Uniti", ha detto il Console Generale Francisco Genuardi alla presentazione alla stampa di una iniziativa che conferma la vocazione internazionale di Santa Croce e il suo legame particolare con i visitatori americani: "C'è un profondo legame di affetto che lega la Basilica agli Stati Uniti", dice Irene Sanesi, presidente dell'Opera di Santa Croce intervenendo in Consolato: "La vicinanza delle due statue è il simbolo di questo legame, oggi più forte che mai. Migliaia di visitatori vengono dagli Stati Uniti e centinaia di donatori americani continuano a sostenere i nostriprogetti di restauro con grande generosità. La mostra e'anche un modo di ringraziarli". Tra questi restauri c'e' proprio la statua di Fedi, resa possibile dalla Fondazione Friends of Florence, una no-profit basata negli Stati Uniti.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome