La storia di Cristina da Pizzano, la scrittrice caparbia che nel 1300 rivoluzionò la letteratura francese, quella di Michele Tofani, con la sua scommessa vinta sui gelati in Olanda, le invenzioni passate alla storia dell’ingegnere alla corte di Prussia Filippo di Chiese, l’’avventura straordinaria della prima scuola interreligiosa fondata a Tangeri da Elisa Chimenti e del medico ebreo in fuga dall’Italia fascista, Lucia Servadio Bedarida, che sempre in Marocco apriva la porta della sua clinica, anche ai tedeschi (e pensare che proprio dal Marocco che ci ospitava oggi proviene una delle comunità di migranti più radicate nel nostro Paese).

Ritratti a cui si affiancano quelli corali delle balie friulane ad Alessandria d’Egitto, degli spazzacamini della Valvigezzo ad Amsterdam, dei banchieri lombardi e dei postini a Cracovia, delle prime case famiglia (i 'bordi') a New York. Piccoli o grandi pezzi di storia, il cui baricentro (la Chiesa ne fa un motto decisivo in questo tempo) è sempre e comunque la persona, raccontati con un linguaggio semplice, una grafica intuitiva. E con collegamenti ipertestuali pensati appositamente – senza paura – per la lettura con lo smartphone.

D’altronde ci si deve giocare il tutto per tutto, "le migrazioni non sono un fenomeno transitorio. Chi le studia ci dice che dureranno almeno 25-30 anni e che cambieranno la geopolitica mondiale, come è avvenuto in passato. C’è quindi la necessità di preparare questa realtà del futuro. E il mondo giovanile è fondamentale, perché sarà il mondo del domani" spiega il presidente della commissione Cei per le migrazioni e della Fondazione Migrantes, monsignor Guerino Di Tora.

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