La moda ė un fenomeno complesso che non si riferisce solo al settore dell’abbigliamento, ma abbraccia tutte le attività degli individui che comportino una scelta. Scelta che è influenzata dalle istituzioni nelle quali viviamo, dai modelli comportamentali, dai criteri sociali del gusto, dall’imitazione. Ma anche dalla differenziazione.

Perciò, la diffusione della pizza napoletana in giro per il mondo che Starita compie da tempo, con l’apertura delle succursali a Torino, Milano e New York, parla da sola dell’immortale storia della pizzeria a Materdei, nata nel 1901, dove non si inseguono mode, ma si rispettano secolari tradizioni.

A Napoli – e non solo – Starita è una leggenda. È nel quartiere Materdei, dai mille volti di viva bellezza popolare, che la pizzeria nasce. Dapprima come cantina, si trasforma poi in trattoria, friggitoria, pizzeria. Un locale amato dal popolo napoletano fin dall’apertura e che appassiona generazioni intere. Di padre in figlio, l’arte della pizza si tramanda e con essa il “modus operandi” della famiglia Starita. Oggi Peppe e Mena Starita – quarta generazione, con il padre Antonio, vice presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, sempre presente in pizzeria – sono al timone della pizzeria.

Il segreto di tale successo? La semplicità e l’umiltà, due ingredienti fondamentali che, uniti ad un’ottimo impasto e all’utilizzo di prodotti genuini “tradizionali” per la farcitura, esaltano il valore della tradizione e contribuiscono al successo della pizza di Starita. Gioca un ruolo importante nella preparazione anche il bravo fornaio, in quanto le pizze di Starita escono dal forno perfettamente cotte.

La pizza tradizionale napoletana Stg è proposta in oltre settanta gusti. Si presenta con il bordo medio basso, con il disco sottile, soffice, leggera e profumata di farina e di forno a legna. La lista delle pizze dedica ampio spazio ai gusti classici e alle pizze definite Specialità. Poi alle Pizze Stagionali, alle Specialità di Starita Fritte e ai Calzoni.

La Margherita non può mancare all’assaggio, così come la Marinara Starita, preparata con pomodoro, pomodorino datterino, aglio, origano, basilico e parmigiano. La Montanara alla Pizzeria Starita è d’obbligo, non mangiarla equivale a non essere andati da Starita. Ė una succulenta bontà preparata con doppia cottura: prima fritta e poi passata in forno, condita con pomodoro, provola, formaggio e basilico.

Quando c’è disponibilità non rinunciate neanche all’assaggio dei fiori di zucca imbottiti di ricotta, e/o alla pizza fiorilli e zucchine. Mentre la pizza Oggi a otto è tra le specialità di Starita fritte e in questa stagione è proposta anche farcita con friarielli e baccalá, riprendendo così i sapori della vecchia Napoli. Curata anche alla lista delle bevande, nella quale si percepisce l’attenzione alla tipicità con scelte di etichette di vino regionale. Vasta scelta di birre. Il servizio è veloce e garbato.

È difficile trasferire con le parole il complesso di sensazioni organolettiche e di emozioni che offre l’assaggio di una pizza di Starita. È un pò come voler descrivere un vestito di alta moda a chi non l’abbia indossato: sarà sempre una descrizione superficiale perché non potrà rendere pienamente l’esperienza sensoriale che deriva dall’averlo “sentito addosso”. Così è per la pizza di Starita che va gustata, per permettere alle sue caratteristiche più intime di dare senso all’esperienza.

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