Il quartiere Carrasco, a Montevideo (foto depositphotos)

Lingua e cultura, nuova emigrazione ma anche servizi consolari e partecipazione. Sarà un anno di grandi aspettative in Uruguay per le attività promosse dal Comites, il Comitato degli Italiani all’Estero che potrebbe avviarsi ad affrontare un 2020 all’insegna della sorpresa: è notizia di pochi giorni fa, infatti, il rinvio delle elezioni dei comitati nel mondo per il 2021 e che erano inizialmente previste per l’aprile di quest’anno. Dopo il lungo scontro interno che ha visto l’organismo italouruguaiano bloccato e inoperante per quasi due anni, il recente ingresso di un gruppo di cinque nuovi consiglieri lascia aperto uno spiraglio sulla strada futura che verrà imboccata a Montevideo e che si inizierà a delineare nelle prossime settimane. Una sfida certamente ambiziosa -ma non impossibile- visto il panorama desolante in cui si trova il mondo italiano in Uruguay afflitto da continui litigi, forti strumentalizzazioni politiche e poca voglia di rinnovamento. Come anticipato nel corso della riunione di fine anno alla Casa degli Italiani, sono due le principali attività previste nei prossimi mesi da parte del Comites e che riguardano tematiche differenti in cui si cercherà di coinvolgere attivamente cittadinanza e istituzioni. Ci sarà innanzitutto il progetto di ricerca sulla nuova emigrazione e l’emigrazione circolare che ha già ottenuto il finanziamento della Direzione generale degli italiani all’estero della Farnesina. La commissione interna del Comites incaricata di portare avanti lo studio è composta dai consiglieri Ignacio Palermo, Vittoria Gugliotta e Patricia Bardini. A loro si affiancherà anche il sociologo Hugo Bazzi, incaricato di coordinare il progetto, che ha spiegato a Gente d’Italia: "Questa ricerca potrà colmare un vuoto molto grande e ci consentirà di conoscere più da vicino diverse realtà e studiare le loro necessità. Da diversi anni penso che sia necessario portare avanti un lavoro del genere, adesso finalmente potrà essere fatto". Nuovi italiani arrivati in Uruguay, uruguaiani che prendono la cittadinanza italiana e italouruguaiani in procinto di partire: queste le categorie che saranno analizzate nei prossimi mesi per un progetto che si avvalerà della collaborazione delle associazioni. L’altra iniziativa che verrà portata avanti in questo 2020 è il piano per la diffusione della lingua e della cultura italiana attraverso l’organizzazione di corsi in tutto il paese sotto la responsabilità della commissione interna formata dai consiglieri Josè Mendez e Domingo Cairello. Un obiettivo, questo, che il Comites cercherà di realizzare facendo da coordinamento tra le associazioni, il Casiu (Centro Assistenza Scolastica Italia Uruguay) e il dirigente scolastico dell’Ambasciata Antonella Agostinis. Un obiettivo sicuramente di tutt’altro genere rispetto al progetto di ricerca e che nasce anche alla luce dei profondi problemi che riguardano la diffusione della lingua di Dante in Uruguay caduta in disgrazia dopo i gloriosi anni passati. Diverse sono poi le tematiche che il Comites promette di seguire da vicino nel prossimo futuro tra cui il sempre ricorrente tema dei servizi consolari al centro di forti polemiche nei mesi scorsi: la soluzione parziale è stata quella dello sportello informativo attivo dal mese di agosto, mentre si resta in attesa dei nuovi sviluppi sul progetto di costruzione del nuovo immobile e su cui diversi consiglieri hanno manifestato forti preoccupazioni. Al Comites dunque va l’arduo compito di vigilare e di esigere trasparenza su questa storia troppo spesso strumentalizzata e mistificata.

di MATTEO FORCINITI

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