Avvocato in possesso dei titoli accademici corretti e dell’abilitazione all’esercizio della professione, si è dedicata alla pace mafiosa a Roma. Fino a elevarsi addirittura a "plenipotenziaria del clan". Un ruolo di spicco, ma sporco, gestito con autorevolezza dall’avvocato Lucia Gargano, trentacinque anni, ritenuta dagli inquirenti "la stratega del patto con Casamonica e Piscitelli. Adesso agli arresti domiciliari, deve convivere con l’accusa del concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso. Il reato che le viene contestato dalla Dda.

L’operazione ha un nome, "Tom Hagen", con chiaro riferimento al temibile avvocato de "Il Padrino". I negoziati tra gli esponenti della mala romana si risolvevano al tavolo del ristorante. Ma la discussione non poteva cominciare se Lucia Gargano, l’avvocato, non si palesava al convivio nel ruolo di "plenipotenziaria del clan". Condivide l’accusa con un pezzo grosso della criminalità della Capitale, Salvatore Casamonica, attualmente detenuto in regime di 41 bis. Insieme con Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, il capo ultrà della Lazio ammazzato la scorsa estate al Parco dell’Acquedotto. I garanti, in squallida comunione, di una pax criminale che ha messo fine alla lotta egemonica su Ostia, il quartiere romano affacciato sul mare. Dove vivono, prosperano, criminalizzano e la fanno da padroni famiglie e bande criminali.

L’ordinanza svela la storia del territorio sul quale si sono concentrate, in questi anni, le energie delle forze dell’ordine. La brutta, pessima storia parte dagli anni Novanta e arriva alle operazioni più recenti. Quelle che hanno messo momentaneamente al tappeto il clan più forte degli ultimi tempi, e decapitato i vertici della famiglia Spada. Famiglia nel senso mafioso statunitense attribuibile alla parola. Sgominate dalle operazioni di polizia, le bande antagoniste sul territorio decidono di rialzare la testa a suon di intimidazioni. Un’escalation dell’illegalità culminata a fine novembre 2017: due gambizzazioni e due attentati con colpi di arma da fuoco nel giro di tre giorni. Parente degli Spada, il Casamonica e Piscitelli Diabolik, portavoce della fazione avversa, Marco Esposito detto "Barboncino", si rendono conto che continuando così non andranno da nessuna parte.

La guerra di Ostia non conviene a nessuno. La lezione che le mafie hanno imparato a memoria. L’hanno mandata giù e metabolizzata. E allora cosa s’inventano? Decidono di farsi garanti di un negoziato di pace. Una parola, questa, che stona maledettamente sulla bocca di questi impavidi criminali. A questo punto irrompe sulla scena lei, l’avvocato Lucia Gargano. Scrive il Gip Corrado Cappiello: "…rappresentava l’ideale anello di congiunzione tra i due gruppi da un lato, infatti, conosceva bene gli Spada e ne rappresentava gli interessi, quale stretta collaboratrice dell’avvocato Angelo Staniscia, storico difensore di numerosi elementi di quel clan. Dall’altro era legatissima a Fabrizio Piscitelli detto Diabolik, del quale era stata anche legale di fiducia. Il Piscitelli, in quel momento storico rappresentava gli interessi del gruppo opposto agli Spada".

Al pranzo che sancisce la pace, organizzato il 13 dicembre 2017 in un ristorante alle porte di Roma, i negoziati non potevano cominciare fino a che non arrivava lei. "Plenipotenziaria del clan insieme con Casamonica. Diabolik la presenta come il nostro avvocato proprio". Lei, Lucia Gargano, bella presenza a quel tavolo di pluripregiudicati stupisce molti dei partecipanti al summit di pace. Uno di loro, intercettato, rivela a voce alta: "Ho paura di tutti questi delinquenti che stanno a questo tavolino…questa povera signora, l’avvocata, mamma mia che coraggio che ha… Mamma mia…in mezzo a tutti questi scatenati". Il giudice chiarisce che la presenza alla cena di Lucia Gargano "non è affatto casuale".

Interlocutrice di riferimento per i due criminali pacieri, l’avvocata funge sia da stratega sia da postino nei giorni immediatamente successivi al pranzo. Incontra più volte i vertici del clan Spada, detenuti. I magistrati sospettano addirittura che lo scopo delle visite in carcere non sia quello delle normali richieste di colloqui. Quando si rende conto che al pranzo era presente un agente infiltrato, Lucia Gargano dice che le contesteranno il reato "in concorso esterno". E a un amico esperto di situazioni legali chiede "secondo te mi arrestano? Sicuramente mi indagano".

Ma dal punto in basso i cui è precipitata, è dura tornare indietro, addirittura impossibile. Le indagini hanno già rivelato che il suo "è un ruolo assolutamente decisivo nella trattativa. Piscitelli la interpella spesso per consigli e per inviare messaggi in carcere a Ottavio Spada detto Marco". Il boss che deve dare il benestare alla tregua. I messaggi li portava lei, l’avvocato Lucia Gargano. Tifosa della Lazio, da qui il legame con Diabolik Piscitelli, e un ruolo che pesa nell’ambito della mala romana. Una sconcertante caduta agli inferi anche questa. La professionalità si è scaraventata nel water.

Franco Esposito

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