E così, dopo la chiusura di scuole e università, il governo ha preso un'altra decisione importante: lo slittamento del referendum sul taglio del numero dei parlamentari. La scelta di rinviare il voto, già nell'aria da qualche giorno, è stata accolta tutto sommato bene dai due comitati referendari. Tuttavia è sulla nuova data della consultazione che le parti sembrano trovarsi in disaccordo. L'ipotesi, infatti, di accorpare il voto delle regionali con il referendum, non sembra piacere a tutti.

Di sicuro non a Forza Italia, che per bocca del senatore Andrea Cangini ha dichiarato: "prima hanno cercato di impedirne lo svolgimento, poi hanno provato a silenziarlo, ora cercano di falsarne il risultato. L'idea, cara al Movimento 5stelle, di abbinare il referendum sul taglio della rappresentanza parlamentare alle prossime elezioni regionali è inaccettabile: si vota solo in cinque regioni e il risultato sarebbe perciò falsato a livello territoriale".

E contrari, con Cangini, si sono mostrati anche Nannicini e Pagano che con lui hanno promosso la consultazione: "sarebbe molto grave se il governo decidesse di accorpare il referendum con le regionali. Non sarebbe accettabile una consultazione referendaria con un'affluenza a macchia di leopardo e soprattutto la confusione che si creerebbe per la sovrapposizione tra campagne elettorali così diverse tra loro. Non è un caso che nella storia repubblicana i referendum costituzionali non siano mai stati accorpati ad altre consultazioni".

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