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Boca Raton è una cittadina di nemmeno 90.000 abitanti, si trova a nord di Miami, distante una settantina di chilometri. Perchè parliamo di Boca Raton? Da lì è partita una 'class action', causa collettiva, che in tribunale potrebbe fare parecchio rumore. Berman Law Group, studio legale che ha sede nella città della Florida, ha infatti presentato una denuncia, federale, contro la Repubblica Popolare Cinese e altre entità del governo asiatico, accusandoli di mala gestione del COVIV-19: infatti non avrebbero denunciato lo scoppio del Coronavirus nei tempi dovuti, nascondendo le informazioni e facendo così in modo che scoppiasse la pandemia. "La Repubblica Popolare Cinese e gli altri imputati - si legge nella denuncia presentata - sapevano che il COVID-19 era pericoloso e in grado di provocare una pandemia, ma ha agito lentamente, mettendo la testa sotto la sabbia, coprendo il tutto per un proprio interesse economico. La condotta degli imputati ha causato, e continuerà a farlo, lesioni personali, decessi nonchè altri danni". Solo uno stralcio della class action intentata dal Berman Law Group, che ha il sostegno anche di nomi importanti della politica, da Frank Biden, fratello dell'ex vice presidente Joe, oggi candidato Democratico alla Casa Bianca e Joseph Abruzzo, ex congressista e senatore in Florida, dello stesso schieramento politico. La causa è stata intentata a nome di cinque querelanti, nessuno dei quali colpito dal Coronavirus, ma che affermano di essere stati danneggiati dalla pandemia, ma lo studio legale ha aggiunto che, dal momento che la causa è stata presentata, hanno ricevuto decine di telefonate di altre persone, società, enti che si vogliono aggiungere alla class action. Secondo la denuncia i querelanti sono "praticamente certi che soffriranno di malattie fisiche, morte, oltre che di stress emotivo e delle conseguenti manifestazioni fisiche, e altri danni, a causa degli effetti del Coronavirus". In venti pagine lo studio legale ha presentato i punti base della denuncia, facendo anche riferimento a tesi, al momento non confermate, sulla origine del virus, inclusa una teoria emersa da un laboratorio di microbiologia che si trova vicino a Wuhan, la città cinese da dove è partito il contagio che sta fermando il mondo. Ma il Berman Law Group è fiducioso che sarà in grado di determinare l'origine del virus dopo aver ottenuto documenti proprio dalla Cina e se il Governo cinese potrebbe ignorare la causa, come ha sottolineato lo studio legale, gli stessi avvocati però hanno aggiunto che ci sono mezzi affinchè le entità portate in tribunale possano conformarsi al processo giudiziario, una delle più ovvie, puntare su diversi conti bancari e fare affidamento sui trattati esistenti tra Stati Uniti e Cina. Ma davvero è possibile portare in tribunale, davanti a una giuria statunitense, il potentissimo Governo cinese? "Generalmente - ha spiegato a Fox News Nitsana Darshan-Leitner, avvocatessa israeliana specializzata nel citare in giudizio, a nome delle vittime, regimi terroristici e stati che che hanno sponsorizzato e orchestrato violazioni di diritti umani - nazioni come la Cina hanno una immunità sovrana e i governi non possono essere portati davanti a tribunali ordinari ed essere ritenuti responsabili indipendentemente dalla loro condotta. Tuttavia, si potrebbe argomentare, come il sostegno al terrorismo, che è legalmente perseguibile, un governo che si impegna con una simile spericolata indifferenza e negligenza, coprendo una epidemia che ha il potenziale di diffondersi in tutto il mondo, potrebbe essere ritenuto legalmente responsabile. Atti deliberati per nascondere una crisi medica mortale non sono tra quelli protetti di uno stato sovrano o dei leader responsabili". Se una parte privata, come un ospedale, un operatore sanitario di una società chimica, avesse saputo di una malattia così altamente contagiosa e devastante e poi deliberatamente avesse nascosto tutto, avrebbe chiaramente affrontato responsabilità penali e civili. "Perchè un governo locale o nazionale dovrebbe essere diverso? La Cina - ha concluso - ha firmato dei trattati e aveva il dovere, ai sensi del diritto internazionale, di denunciare il virus, non di coprirlo. La Cina non è colpevole per la nascita del Coronavirus, ma per aver cercato di nasconderlo al mondo e non aver lanciato tempestivamente l'allarme internazionale". E lo studio legale di Boca Raton, nella sua denuncia, ha sottolineato come già dal 3 gennaio le autorità cinesi sapessero della trasferibilità del virus da persona a persona, però hanno continuato a dire agli abitanti di Wuhan, e al mondo, che era tutto ok, organizzando addirittura un banchetto pubblico nella città, il 18 gennaio, alla presenza di 40.000 persone.

di ROBERTO ZANNI

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