(foto depositphotos)

Dopo aver abbondantemente associato l’Italia alla diffusione del coronavirus, e senza far mancare casi (speriamo isolati) di razzismo, alla fine in Uruguay una verità sta iniziando ad emergere: il virus Sars-Cov-2 non è arrivato dall’Italia, bensì da altri paesi.​

Se è vero che i virus non hanno nazionalità a dispetto di quello che qualcuno voleva far credere (ovunque) agli inizi della pandemia incontrando sempre un capro espiatorio, è anche vero che la verità prima o poi salta fuori grazie alla scienza.​

Uno studio della Universidad de la República e dell’Institut Pasteur ha scoperto le sequenze genetiche del virus che circolava nel paese già da fine febbraio, ovvero due settimane prima dell’annuncio dei prima 4 casi che risalgono al 13 marzo.

I ricercatori sono riusciti a ricostruire l’origine e il mutamento del virus attraverso l’analisi dei campioni provenienti da 10 malati e raccolti tra il 16 e il 19 marzo. Dei 10 ceppi analizzati 7 di questi hanno “caratteristiche molto simili” ai ceppi che sono stati individuati in Spagna e che presentano delle leggere differenze rispetto a quelli incontrati in Cina.​

Degli altri 3 casi, 2 ceppi appaiono simili a quelli del Canada mentre l’ultimo riscontrato a inizio marzo presenta delle analogie con i casi dell’Australia.

Il lavoro del gruppo ricerca guidato da Gregorio Iraola, Pilar Moreno e Gonzalo Moratorio racconta dunque di 3 possibili scenari riguardo l’arrivo in Uruguay della malattia respiratoria Covid-19 partita da Wuhan e diffusasi in tutto il mondo. L’ipotesi più accredita al momento è che il lungo viaggio del coronavirus dalla Cina sia passato alla Spagna e da qui sia giunto in Uruguay.

Tra questi primi dieci casi studiati -aggiungono i ricercatori- non c’è nessuna mostra simile con quelle che sono state individuate in Italia. Tuttavia, specificano che i primi pazienti infettati non necessariamente siano giunti a Montevideo dai tre paesi (Spagna, Canada e Australia): una delle ipotesi citate è che il contagio possa essere avvenuto negli aeroporti o in un altro paese.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome