La Napoli della movida ha tirato l’alba. È andata a letto alle sei del mattino, al canto del gallo. Stanca, distrutta, sazia di birra e di trasgressione. Una notte in strada, sul Lungomare il traffico bloccato per ore, via Caracciolo piena di auto e di gente come non accadeva da anni prima dell’esplosione del coronavirus. Prima dell’avvento a Palazzo San Giacomo di Luigi De Magistris. L’ex magistrato ha tenuto chiuso il Lungomare per oltre un decennio. Pazzesca la situazione notturna nella zona dei Decumani, il Centro Storico ha registrato una sorta di sold-out. Persona appiccicate praticamente l’una sull’altra. E nella confusione, in piazza Bellini, zona di baretti e ristorantini, ritrovo dei movidisti più giovani, un extracomunitario è stato accoltellato in circostanze non ancora chiarite. Trasportato in ospedale e sottoposto a un delicato intervento chirurgico è in gravi condizioni.

Napoli in strada ha irritato Vincenzo De Luca. Il governatore della Regione Campania chiede l’intervento dello Stato, e non esclude di richiudere tutto anche prima del 3 giugno. È di parere opposto il sindaco De Magistris. Il primo cittadino auspica la riconsegna ai sindaci della responsabilità nella gestione della città. "Il progetto è aprire tutto e senza alcuna limitazione di orario. Napoli fruibile di giorno e di notte dai napoletani. Proprio così, aperta anche di notte. Il maggiore tempo a disposizione scaglionerebbe le presenze nelle strade, riducendo il problema del distanziamento e di conseguenza il rischio contagi". Si prospetta l’ennesimo scontro/duello fra il governatore e il sindaco.

De Luca e De Magistris non si sono mai amati, al netto del recente riavvicinamento che discende da interessi elettorali. Le elezioni regionali sono in calendario in autunno, salvo complicazioni. La movida selvaggia è destinata comunque a provocare nuove fratture istituzionali. E come se non bastassero il lungomare intasato di auto e di gente e il Centro Storico preso d’assalto, a Bagnoli ha riaperto il pontile. Rimesso in funzione anche l’ascensore. Novecento metri dall’ex Italsider al molo, fruibili da tutti dalle otto del mattino alle quattordici. Il pieno anche sul pontile di Bagnoli, sorvegliato da agenti della polizia municipale in bicicletta. Le distanze non rispettate. "Ma tutti con la mascherina", riferisce un assessore. Una notte d’inferno a Napoli.

"La gente sembra impazzita, come drogata dalla necessità di stare in strada, in totale overdose da lockdown", protestano i residenti, disturbati da rumori, grida e dai lamenti dei motori costretti ad andare a passo d’uomo e dai gas di scarico. Gli abitanti di Posillipo in particolare, testimoni di risse tra ex e nuovi fidanzati. Disperato il filosofo Mazzarella, che la butta in realismo, fatti tornare in strada a questo modo i giovani, così finiscono al Cotugno. È da criminali". Pazzia collettiva ha esasperato i napoletani residenti nelle zone battute dalla movida selvaggia. "Una notte da non dimenticare, questa. Speriamo possa insegnare chi gestisce la città e illuminarlo: urgono provvedimenti".

Quali e di che tipo? Il sindaco di Napoli espone la soluzione che intende praticare. La città open, tutta aperta e aperta a tutti. "Non mi è sembrata una scelta felice aver ordinato la chiusura di bar, ristoranti e chalet alle 23". Perché la verità è questa: gli esercenti alla undici hanno tirato giù le saracinesche, ma non è servito. I giovani avevano fatto scorte di birre e quant’altro, e sono andati avanti tutta notte a beveraggi e spostamento in auto e a piedi. Ben oltre l’alba, la Napoli della movida si è ripresa il letto alle sei del mattino. Estenuata e forse chissà se contenta di essersi divertita in maniera un po’ così, andando contro le regole e le leggi esistenti in tempo di coronavirus.

Dal Lungomare al Centro Storico, fino a Bagnoli, si è mossa la Napoli dell’ammuina. Una confusione biblica di auto e di persone. Ma i controlli? Ci sono stati e hanno funzionato assicurano il responsabile dei vigili urbani, Esposito, il questore Giuliano e il comandante dei Carabinieri. I vigili hanno comunicato di non aver rilevato assembramenti; e quasi nulla segnalare per questura e carabinieri. Comunque non più di un paio di episodi assimilabili con atti di violenza.

"Questioni che riguardano tutta l’Italia, in questo momento", è la dichiarazione conclusiva che polizia municipale, questura e carabinieri consegnano in coro. Forse per evitare allarmismi e magari cogliere di sorpresa la gioventù della movida e i cittadini indisciplinati nel prossimo week end a Napoli. Giovani esuberanti portati anche dall’età a praticare l’esercizio della strafottenza e napoletani magari anarchici di natura, ribelli alle regole, godono della fiducia incondizionata del sindaco che vuole tenere aperta la città ventiquattr’ore su ventiquattro. "I napoletani di tutte le età hanno dimostrato maturità, senso di responsabilità e grande educazione civica durante il lockdown. Sapranno fare altrettanto a partire dal 3 giugno".

FR.ES.

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