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Caro Direttore, non ricordo un 2 giugno cosí triste come questo, anche se l’Italia, dopo il dramma vissuto, si sta rialzando! Un 2 giugno senza una festa di collettività, senza un augurio delle nostre autorità, senza neanche un po’ di speranza per tanti connazionali bloccati nel mondo.

L’unico che ha fatto il suo lavoro con molta cautela è stato il nostro Presidente della Repubblica che, con il suo appello: "Sono fiero del mio Paese, nella tragedia ha mostrato il suo volto migliore. Ma adesso serve l'unità morale che fu il cemento della rinascita nel Dopoguerra e che viene prima della politica", ha dato alla popolazione la risposta giusta e pacata.

D’altro canto vediamo come dal nostro MAE non ci sono risposte adeguate ne giuste e oltre alla vicenda Merlo e la sua "supercancelleria" da un milione di Euro, purtroppo, siamo proprio messi male, senza poter aiutare coloro che hanno bisogno del proprio paese, senza contare gli andirivieni del governo Conte che, anche se oggi il panorama è migliorato sostanzialmente, non ha saputo gestire bene questa pandemia.

Noi siamo LA GENTE italiana, siamo lo spirito di italianità che continua ad avere molta solidarietà di tutti i nostri lettori, di una parte importante della politica italiana e della stampa. Abbiamo fatto il nostro lavoro come da 22 anni, lo continueremo a fare, senza arrenderci difronte a futili minacce o a coloro che, nascosti dietro un alibi fasulla, ci hanno ignorato.

Stefano Casini

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